Che i giovani, molti dei quali di seconda o terza generazione, scesi in strada a Milano per scontrasi con le forze dell'ordine, spaccare vetrine e saccheggiare i negozi non avessero le idee chiarissime sul perché si trovassero lì, lo si era già capito. Alla base delle loro azioni, del resto, non c'è un obiettivo, né un ideale comune. C'è soltanto quello che in maniera molto generica viene definito 'disagio sociale'. Un sentimento - il più delle volte ingiustificato - di avversione e odio nei confronti di tutto e tutti, che purtroppo sfocia in scene come quelle a cui abbiamo assistito nel weekend. A queste, ora, se ne è aggiunta un'altra, emblematica.
Un video registrato in Piazza Sant'Alessandro, a Milano, davanti all'omonima chiesa, mostra un sacerdote che esce per strada per assistere ai disordini. Proprio in quel momento un gruppo di maranza incappucciati passa lì davanti. Non appena vede il parroco, uno dei ragazzi gli mostra il dito medio. Il prete ricambia il gesto e alza a sua volta il terzo dito. Il ragazzo urla: "Fancu*o la Chiesa, figli di pu**ana, mafia di mer*a".
Ma che cosa c'entra la chiesa con il carovita, il clima, il disagio giovanile o qualsiasi altra motivazione utilizzata dai ragazzi per giustificare la loro presenza in strada? Naturalmente nulla. Perché, come detto, alla base di questa mobilitazione non sembra esserci una logica chiara, né una rivendicazione comune. E così anche un sacerdote, affacciatosi in strada per assistere alla devastazione della città, finisce per essere bersaglio degli insulti.
Un sacerdote è stato preso di mira dai giovani incappucciati protagonisti delle violenze nel pomeriggio di domenica 18 ottobre, durante la guerriglia scoppiata nel centro di Milano: urla e insulti contro la Chiesa durante il passaggio davanti al religioso. https://t.co/oS6SdTCaTw
— Local Team (@localteamit) October 19, 2026