Un cittadino bengalese è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per violenza sessuale. Ma la pena avrebbe potuto essere decisamente più severa. All'uomo - che nel 2022 aveva palpeggiato "contro la sua volontà, costringendola a subire un atto sessuale" una ragazzina di 13 anni tra gli scaffali di un minimarket a Torino - è stata infatti riconosciuta l'attenuante della minore gravità.
Secondo i giudici "la condotta si è esaurita in un palpeggiamento durato pochi secondi, che ha comportato una lesione molto contenuta del bene giuridico protetto". Da qui la decisione di riconoscere l'attenuante. La pena risulta sospesa. L'uomo non finirà in carcere e dovrà seguire un corso obbligatorio sulla violenza di genere. L’imputato non è mai stato sottoposto a misure restrittive e ha affrontato il processo da uomo libero.
Il bengalese, che lavorava nel minimarket, ha sostenuto di avere l’abitudine di "abbracciare i clienti in segno di saluto". Versione ritenuta "inverosimile" dai giudici. La pm Eleonora Sciorella inizialmente aveva chiesto una condanna a sei anni, mentre l’avvocata Beatrice Rinaudo aveva sostenuto che il contatto fisico fosse inserito in un "contesto di affettuosità".
Il caso rimanda inevitabilmente alla vicenda di fine agosto, sempre in un minimarket di Torino, quando un'altra tredicenne era stata palpeggiata da un 42enne bengalese. Nei confronti dell'uomo la gip aveva disposto solamente l’obbligo di firma, suscitando pesanti polemiche. Il tribunale del Riesame ha poi accolto il ricorso della Procura e ha disposto la custodia cautelare in carcere.