Onorevole Fulvio Martusciello, le proteste degli autotrasportatori hanno messo a dura prova il Sud. Che idea si è fatto delle loro richieste?
«Il caro carburante pesa sulle aziende, ma non autorizza nessuno a fermare quelle degli altri. Io difendo le imprese che questa protesta sta mettendo in ginocchio. Chi aspetta materie prime, chi perde commesse, chi butta prodotti freschi e deve comunque pagare stipendi, fornitori e tasse. Il Pd pensa ai voti degli autotrasportatori. Noi pensiamo a chi sta pagando questi blocchi. Un imprenditore non può vedersi cancellare giorni di lavoro perché qualcuno gli impedisce di ricevere una consegna. La libertà d’impresa va difesa anche davanti a un deposito bloccato».
Il governo ha stanziato un fondo da 480 milioni per aiutare chi opera nel settore. Quali saranno i prossimi passi?
«Con il nostro governo abbiamo messo a disposizione 480 milioni per le domande presentate fino ad agosto. Sono previsti interventi per settembre e ottobre. Gli impegni saranno mantenuti. Il centrodestra difende il lavoro delle imprese. Proprio per questo non accettiamo che altre aziende vengano sacrificate ai blocchi. Il confronto prosegue, ma le strade devono essere liberate. Nessuno può trattare facendo aumentare le perdite di migliaia di attività estranee alla vertenza. Le scadenze di un’impresa non aspettano il prossimo tavolo».
Nonostante il comunicato delle associazioni degli autotrasportatori che chiede di interrompere le proteste, alcuni blocchi continuano. Come mai?
«Chi continua deve spiegare chi rappresenta, visto che le stesse associazioni chiedono di interrompere i blocchi. Intanto sappiamo di gomme tagliate per impedire ai camion di partire, copertoni sulla carreggiata, conducenti costretti a fermarsi. Sono intimidazioni. Nel casertano la polizia è intervenuta per identificare i manifestanti e liberare gradualmente le aree. Ma alcuni ca mion non sono potuti ripartire perché avevano le ruote bucate. Questo dimostra che qualcuno ha voluto impedire materialmente la ripresa delle consegne. Mi vengono segnalati anche danneggiamenti agli impianti frenanti: episodi da verificare immediatamente, perché sarebbero ancora più gravi e metterebbero a rischio la vita delle persone. Chi ha compiuto questi atti deve essere individuato. Chiedo la sospensione della patente per i conducenti responsabili e la revoca della licenza alle società di trasporto delle quali sia accertato il coinvolgimento. Chi provoca danni deve risponderne anche economicamente. Un’azienda che deve ri cevere materie prime o spedire prodotti non può dipendere dal permesso di chi presidia una strada. Lo Stato deve garantirle di lavorare».
Pensa ci sia una regia occulta dietro ad alcuni blocchi delle merci?
«Temo che la criminalità organizzata possa inserirsi in questa situazione e sfruttarla. Quando si tagliano le gomme e si decide con la forza chi può passare, si esercita un controllo sulle attività economiche. Bisogna accertare chi organizza questi blocchi e se qualcuno sfrutta la protesta per altri interessi. Spetta agli investigatori accertare eventuali collegamenti criminali. Ma la protezione delle imprese deve essere immediata. Non occorre aspettare l’esito di un’indagine per garantire l’accesso a un magazzino o impedire che una consegna venga fermata con le minacce».
Le immagini degli scaffali vuoti in alcuni supermercati hanno fatto il giro del web. Nella gente c’è apprensione: come si tranquillizzano i cittadini?
«Facendo arrivare la merce nei negozi. Prendiamo Sole365, una delle maggiori catene della distribuzione in Campania, guidata da Antonio Apuzzo: ha denunciato due milioni di euro di prodotti freschissimi bloccati nei depositi e a rischio distruzione. Chi risarcisce questa impresa? Dietro quei prodotti ci sono fornitori, produttori e lavoratori. E pensiamo ai piccoli negozi, che hanno meno risorse per resistere. Garantire le consegne significa difendere queste attività e consentire alle famiglie di fare la spesa. Ogni giorno di blocco toglie incassi alle imprese. Stipendi, tasse e fornitori, però, vanno pagati lo stesso».