La scuola pubblica dovrebbe essere un luogo di formazione per preparare le nuove generazioni alla vita adulta e facilitare il loro ingresso nel mondo del lavoro. Ma troppo spesso nel nostro paese diventa un luogo di spudorata propaganda politica. Esperia, in questo senso, segnala due casi emblematici verificatesi nel Nord Italia. Il primo riguarda un liceo di Voghera. Lì, contrariamente a quanto viene dichiarato dallo stesso ateneo sui social dove si parla di una scelta autonoma dei ragazzi, a un gruppetto di studenti di 14-15 anni è stato chiesto da alcuni professori di realizzare uno striscione a tema articolo 34 della Costituzione: "La scuola è aperta a tutti". L'obiettivo è palese: contrastare il decreto del governo Meloni sul limite del 30% per gli alunni non italiani privi di adeguate competenze linguistiche. Guarda caso i legami tra esponenti del Partito democratico e la scuola in questione - segnala sempre Esperia - sono chiari ed evidenti.
Non finisce qui. Come segnala ancora Esperia, sotto la lente di ingrandimento ci è finito anche una scuola di Venezia dove sarà proiettato il film "Naza", introdotto dalla dottoressa Simona Arillotta che condurrà anche il dibattito. Chiaro, un film può essere uno strumento didattico. Ma senza confronto tra prospettive diverse rischia di trasformarsi in un mero strumento di propaganda politica. La stessa Arillotta sui social ha pubblicato una battuta rivolta a Benjamin Netanyahu sul nuovo dl Sicurezza con dall'immagine del seguente striscione: "Si saccheggia il lusso, si gode, si miagola". Ecco la scuola pubblica italiana.