Sara Di Vita il vero obiettivo? Questa la nuova tesi degli inquirenti che stanno indagando sul giallo di Pietracatella, dove sono morte avvelenate dalla ricina la 15enne Sara e la mamma, Antonella Di Ielsi. "Era l'obiettivo insieme alla mamma, ne sono convinti". Il movente dell'assassino (o degli assassini) sarebbe da ricondurre a un "segreto che Sara aveva scoperto. Un segreto importante". Lo riferisce Dentro la Notizia, che riporta un altro dettaglio da non sottovalutare: tramite gli interrogatori, gli inquirenti avrebbero scoperto che Sara e sua madre nutrivano antipatie per le stesse persone.
Intanto da Berlino non sono ancora arrivati risultati dagli accertamenti affidati agli esperti tedeschi nell'inchiesta sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella. E proprio la complessità delle analisi ha reso necessaria una proroga di altri trenta giorni per gli specialisti del Robert Koch-Institut impegnati sui reperti e sugli alimenti acquisiti.
L'intossicazione acuta da ricina resta acquisita sul piano scientifico sulla base degli accertamenti effettuati in Italia. Più complesso resta invece ricostruire in quale forma sia stata assunta la sostanza, da dove provenisse e come sia arrivata alle vittime, elementi centrali anche per verificare la dinamica dell'avvelenamento e l'ipotesi investigativa di una somministrazione volontaria. Il fascicolo della Procura di Larino per il duplice omicidio resta contro ignoti.