Si è spacciato sacerdote per mesi prima di essere smascherato. E' questa la storia di Salam Faragalla, conosciuto come "don Salam" dai parrocchiani di una Chiesa copta (Chiesa cristiana dell'Egitto) nel quartiere di Pozzo Strada a Torino. Per mesi, il venticinquenne di origine egiziana aveva svolto le mansioni di sacerdote. In seguito alle segnalazioni di un fedele e le successive verifiche, sono arrivati allontanamento e denuncia alla Procura.
Nei mesi passati, don Salam si era presentato a don Davide Pavanello, parroco di Santa Rosa da Lima. Sosteneva di appartenere alla Chiesa copta e di essere arrivato in Italia per frequentare il Politecnico di Torino. Il suo racconto era supportato anche da documenti, che indicavano al 31 gennaio del 2025 la data della sua ordinazione. Ai primi controlli, i documenti erano apparsi regolari e così era iniziata la collaborazione. Il venticinquenne aveva iniziato a concelebrare messe e a sostituirsi ad altri sacerdoti anche nelle chiese di San Leonardo Murialdo e Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù. Il suo modus operandi, però, non è passato inosservato: alcuni fedeli avevano notato un modo di celebrare la messa differente rispetto a quello canonico. Poi è arrivata la svolta, con la denuncia di un fedele. "Diceva di aver visto la sua foto ed era sicuro che non potesse essere un sacerdote", ha raccontato don Giuliano Naso.
E così sono partiti gli accertamenti. Il 27 ottobre, don Naso ha chiesto spiegazioni e verifiche al vicario episcopale per la pastorale, don Mario Aversano. In un giorno è emerso che i documenti non erano ufficiali e che anche l'iscrizione al Politecnico era una menzogna. Il cardinale Roberto Repole dell'Arcidiocesi di Torino ha così allontanato Salam Faragalla. Inoltre, è scattata la denuncia alla Procura. I fedeli della Chiesa copta sono stati avvisati al termine della messa di domenica primo novembre. In tanti si sono mostrati sconcertati e preoccupati, mentre la comunità parrocchiale rischia di perdere fiducia.