La polizia di Stato di Roma ha arrestato 8 persone di origine sudamericana, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, del delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati e indebito utilizzo di carte di credito e altri strumenti di pagamento, a danno di persone anziane alle quali sono stati asportati i loro beni lasciati incustoditi in automobile. Ventidue gli episodi attribuibili al sodalizio tra il giugno 2022 e luglio 2023. È stato evidenziato il modus operandi utilizzato dai soggetti, gravemente indiziati di appartenere al gruppo criminale, con una precisa ripartizione di ruoli e compiti, tutti funzionali ai furti con destrezza, operati secondo le seguenti modalità. Una prima fase preliminare di individuazione delle potenziali vittime, quali anziani non assistiti da familiari o conoscenti o gruppi di turisti indaffarati con i propri bagagli al momento della partenza o dell’arrivo nelle strutture ricettive della Capitale. Una seconda fase, intermedia, di avvicinamento della persona offesa, mediante distrazione con scuse banali o richiesta di informazioni stradali. Una fase finale nella quale un secondo indagato, approfittando della situazione, si avvicinava all'autovettura della vittima o alla persona, portando a termine il proposito delittuoso, dileguandosi poi a bordo di un'autovettura condotta da un terzo che svolgeva anche compiti di "vedetta".
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme agli altri leader europei di Francia, Germania, Polonia e Regno Unito è arrivata alla Cancelleria federale a Berlino per il vertice in formato E5. Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e quello polacco Donald Tusk, sono stati accolti dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz, all'ingresso della Cancelleria e si sono intrattenuti brevemente. Al vertice partecipa in video collegamento anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
Qui la premier ha esortato l'Europa ad "assumersi le proprie responsabilità in materia di difesa e sicurezza, rafforzando la componente europea dell’Alleanza atlantica in complementarietà con gli Stati Uniti. L’incontro ci ha offerto l’opportunità di approfondire gli strumenti che abbiamo a disposizione per rafforzare la capacità comune di rispondere alle complesse sfide che la storia ci sta mettendo di fronte".
Per quanto riguarda il Medioriente, "la firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran è per tutti chiaramente un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario, di quanto sia necessario contribuire, compiere ogni sforzo per consolidare il quadro. Restano centrali il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali con annessa libertà di navigazione, quindi Stretto di Hormuz, una priorità strategica per tutti. Su questo l'Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, ferme restando ovviamente le autorizzazioni che nel caso sarebbero necessarie".
Massimo impegno del governo anche sul fronte ucraino: "Sull'Ucraina ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura all'interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev. L'Italia continua a essere impegnata in particolare per quanto riguarda le infrastrutture critiche e la resilienza energetica". Per questo con la Nato "ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l'Italia come sempre farà la propria parte". Anzi, vogliamo "rafforzare l'Alleanza Atlantica, rendere ancora più solido il legame transatlantico che rimane uno dei pilastri costitutivi dell'unità dell'Occidente".
"E' necessario in questo momento per la politica trovare risposte a un mercato del lavoro che rischia di essere impreparato rispetto a tutte le novità che sta portando nella nostra società l'intelligenza artificiale: il rischio di perdita di posti di lavoro ma anche l'impatto su come concepiamo il futuro della nostra società". Così l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini a margine di un dialogo con il segretario della Cgil Maurizio Landini dedicato all'intelligenza artificiale e all'enciclica di Papa Leone XIV 'Magnifica humanitas', oggi a Palazzo Merulana a Roma. "Siamo in un netto ritardo, abbiamo perso il treno di tutto quello che è stata la rivoluzione legata all'informatica. Adesso rischiamo di essere in ritardo, anzi già lo siamo sulla sfida dell'intelligenza artificiale, però non è troppo tardi. L'importante è che l'Europa dia una risposta univoca e coesa, una sfida che riguarda la sovranità e l'indipendenza tecnologica dell'Europa rispetto al resto del mondo", insiste ancora l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate, che poi dedica una riflessione anche sul tema delle alleanze all'interno del campo largo: "Il centrosinistra deve dimostrare di saper dare risposte ai cittadini che è quello che stanno aspettando. Soprattutto per far sapere qual è l'alternativa a questo governo. Quindi saper trovare all'interno di tutte le forze che compongono il centrosinistra una riforma possibile per il Paese, un futuro possibile del Paese senza concentrarsi troppo sui nomi, sui veti o quello a cui stiamo assistendo", ribadendo come la vera necessità, oggi per il centro sinistra, sia quella di parlare di "una prospettiva, di un programma" per il Paese e non di leader. "Mi auguro che il centrosinistra che ha nella sua storia, e alle sue spalle una bellissima canzone di Ivano Fossati che è 'Una canzone popolare' - osserva ancora Ruffini - non atterri poi su un 'Vengo anch'io, no tu no' di Jannacci che era un bravissimo cantante. Bisogna concentrarsi su temi e soluzioni e su risposte che i cittadini si aspettano". Con lui, in dialogo, Maurizio Landini, che a margine dell'evento ha commentato così il tema dell'incontro: "L'intelligenza artificiale insieme al digitale, insieme alla robotica, stanno cambiando il lavoro. Ma credo che il punto fondamentale è che l'intelligenza artificiale deve essere al servizio dell'intelligenza umana. Al centro deve rimanere la persona, questo secondo me è il punto di fondo: al centro deve rimanere il lavoro, deve rimanere la giustizia sociale".
Dispacci dall’Estremo Occidente, nono appuntamento. Al netto dei recenti sbandamenti personali di Donald Trump, non bisogna buttare via il bambino con l’acqua sporca, o col toupet ossigenato. Il trumpismo come fenomeno politico-culturale ha radici storiche oggettive, sopravviverà a The Donald e sarà ancora una bussola indispensabile per il conservatorismo occidentale. A partire dalla reazione alla follia Woke e al “globalismo” ideologico…
“Io esco da questo carcere da innocente e non dovevo stare qua. Ho conosciuto una realtà terribile per la nostra Repubblica. Qua la nostra Repubblica perde la faccia per come tratta la gente e soprattutto perché non dà a chi se lo merita la possibilità di rifarsi una vita. Una vergogna che la Repubblica italiana deve risolvere. Scriverò al ministro Nordio e cercherò di incontrare il Dap” sono le prime parole dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno all’uscita dal carcere di Rebibbia. Ad accoglierlo fuori dal penitenziario amici, familiari e anche compagni di politica del suo movimento "Indipendenza!" confluito a fine marzo in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Alemanno, primo cittadino di Roma dal 2008 al 2013, fu condannato per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” a un anno e dieci mesi di carcere convertiti in lavori socialmente utili.
Trasgrediti gli obblighi della misura alternativa è stato condannato a scontare il resto della pena a Rebibbia. Qui l’impegno, lettera dopo lettera, contro il sovraffollamento carcerario e la scelta di prendere parte a Futuro Nazionale. “Il mio impegno in politica sarà quello di cambiare le cose e per questo ho fatto scelte controcorrente. Così le cose non possono andare". Questo impegno lo farò con Vannacci perché è la persona che rompe gli schemi in questo momento. Vedrò Vannacci questa sera a cena. Di cosa parleremo? ci confronteremo su molte cose. Su alcune non sono d’accordo ma secondo me lui è un volto nuovo e una speranza nuova”. Alemanno dichiara di non cercare ruoli o posti nelle istituzioni, né di candidarsi di nuovo a sindaco di Roma.
Pronto per lui però dovrebbe esserci un ruolo nell’esecutivo nazionale del partito di Vannacci che incontrerà questa sera a cena a Roma. “Se siamo contro Giorgia Meloni? Noi non siamo contro le persone. Se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti, chiami Vannacci, perché sa dove trovarci. Altrimenti con l’arroganza e la prepotenza non si va da nessuna parte”.