Al via oggi 6 febbraio il Festival di Sanremo. E Amadeus annuncia che questo sarà l'ultimo: "Anche io sono innamorato del Festival, ci appartiene. Credo che tutte le cose giustamente devono terminare. Sono lusingato di questo affetto, della Rai e del pubblico, ma credo che questi cinque anni siano sufficienti per chiudere con una festa bellissima", ha detto in conferenza stampa il direttore artistico. Poi si è soffermato sulla protesta degli agricoltori definendola giusta e sacrosanta. E con Fiorello ha ammesso: “Sarebbe bello che arrivassero sul palco". Invito subito accettato: "Un nostro rappresentante sarà all'Ariston probabilmente domani", fa sapere Danilo Calvani, uno degli organizzatori delle proteste.
Strage familiare a Roma, in via Montiglio, nel quartiere Aurelio. La sera di venerdì 26 giugno padre, madre e figlia, originari del Bangladesh, sono stati uccisi nella loro abitazione. L'unico superstite è il figlio maggiore di 18 anni, rimasto ferito e trasportato d’urgenza in ospedale. "Mi sembra una storia incredibile, non riesco a realizzare una cosa del genere, è assurdo", ha detto Arif, parente di Kamal Udu, il padre della famiglia uccisa. "L'ultima volta li ho visti lunedì pomeriggio, la mamma e la figlia. Il sospettato? Non so niente", ha aggiunto. "Sono miei parenti, cugini di mia mamma. Il papà lavorava al supermercato. Era una famiglia ben integrata, lui era una persona a modo, tranquillo, una brava persona. Adesso stiamo cercando di capire come rintracciare il figlio perché ci stiamo preoccupando molto per lui. Le uniche persone vicine che ha siamo noi a questi punto", ha detto ancora il ragazzo parlando con i giornalisti.
Forze dell'ordine sul luogo del triplice omicidio avvenuto la sera di venerdì 26 giugno a Roma, in via Montiglio, nel quartiere Aurelio. Padre, madre e figlia di sei anni, originari del Bangladesh, sono stati uccisi. L'unico superstite è il figlio maggiore della coppia, di 18 anni, rimasto ferito e trasportato d’urgenza in ospedale. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile della Capitale, alla ricerca dell'assassino.
La tempesta tropicale Mekkhala si è abbattuta sul Giappone portando forti piogge. L’Agenzia meteorologica nipponica ha segnalato un elevato rischio di frane in alcune zone del Kanto, regione centro-orientale dell'isola principale del Paese, Honshū. Inoltre, è stata emessa un’allerta di livello 4, il secondo livello più alto, nelle prefetture di Shizuoka, Kanagawa e Chiba, consigliando alla popolazione di evacuare le aree a rischio. Il maltempo ha anche causato disagi alla rete ferroviaria nazionale, provocando gravi ritardi e sospensioni del servizio in varie regioni.
Associazioni, esperti e Istituzioni uniti per un cambio di paradigma nei confronti della fenilchetonuria (PKU), malattia rara che impone nuovi modelli di presa in carico dall’età del bambino all’età adulta e il superamento delle disuguaglianze regionali. Con questi obiettivi si è svolto a Palazzo Madama, su iniziativa del Senatore Orfeo Mazzella, presidente dell’Intergruppo Malattie rare, il convegno “PKU: Comorbidità e Qualità della Vita. L’urgenza di un cambio di paradigma”. Un’occasione per promuovere un confronto strutturato tra decisori pubblici, comunità scientifica e associazioni di pazienti. Un incontro realizzato con il contributo non condizionante di PTC Therapeutics che si è focalizzato sui nuovi bisogni dei pazienti per dare spazio alle istanze dei protagonisti. La fenilchetonuria (PKU) è una malattia metabolica rara con un’incidenza stimata di un caso ogni 4mila nati, che richiede una presa in carico continua lungo tutto l’arco della vita. I principali sintomi che si manifestano sono ansia e agitazione, stanchezza, sbalzi di umore, difficoltà di attenzione e memoria oltre a cefalea, irritabilità e tremori. Ci sono ancora oggi importanti criticità in termini di continuità assistenziale, equità territoriale e accesso a percorsi multidisciplinari, attenzione alla comorbidità. Un punto fondamentale è però la transizione all’età adulta. Lo spiega il Prof. Alberto Burlina, esperto malattie metaboliche ereditarie Centro regionale Veneto, Università di Padova: “Per anni abbiamo confinato queste malattie all’età pediatrica perché pensavamo fosse territorio solo del pediatra. Abbiamo visto con i grandi successi del Sistema sanitario, come l’introduzione precoce dello screening, che i pazienti vivono, vivono bene, la qualità di vita è ottimale ma dobbiamo creare il percorso per l’adulto”.