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Salis, Tajani: “Buona notizia. Quando si lavora sotto traccia i risultati si ottengono”

mercoledì 15 maggio 2024
1' di lettura

“È una buona notizia. Voterà, stiamo facendo di tutto per farla votare anche alle elezioni europee”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani sugli arresti domiciliari concessi a Ilaria Salis. “Tutto volge al meglio come Matteo, il nostro giovane italiano che sta meglio e stiamo seguendo la sua vicenda americana. Ieri ho incontrato i legali, ma anche da parte del governo federale americano c’è grande attenzione”, riferisce poi il ministro sul caso Falcinelli.

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Redazione

Oscar, dalle star di Hollywood gli appelli alla pace in Medio Oriente

I grandi del cinema si sono riuniti a Los Angeles per la cerimonia degli Oscar, ma molte star hanno colto l'occasione per affrontare le attuali questioni globali. Numerosi sono stati gli appelli per la fine della guerra in Iran e una riflessione sui recenti cambiamenti nel panorama geopolitico. La star di "Non è un paese per vecchi" e di "Skyfall", Javier Bardem, portava una spilla sul bavero della giacca per chiedere la fine della guerra in Medio Oriente. "Questo è lo stesso distintivo che ho usato nel 2003, 23 anni fa, con la guerra illegale in Iraq. Ed eccoci qui nella stessa posizione, liberare la Palestina e fermare il genocidio", ha detto. Anche l'attrice Saja Kilani, attrice in "La voce di Hind Rajab" ha voluto esprimere il suo punto di vista: "Il Justice for Hind Rajab Act è una vittoria per noi. Siamo qui artisti per il cessate il fuoco, dal presidente alla Cisgiordania, dal Sudan al Venezuela, dall'Iran all'ICE. Sapete, questi crimini contro l'umanità sono tutti collegati e non c'è alcuna responsabilità". Pavel Talankin, co-regista di “Mr Nessuno" si è scagliato apertamente contro Putin e Trump: "Ricevo così tante lettere da americani che hanno visto il film e parlano degli incredibili parallelismi con ciò che sta accadendo qui in America. Dobbiamo tutti capire che Putin e Trump sono orribili idioti che stanno solo creando guerre in tutto il mondo".

Volti Meloni e Nordio bruciati al corteo: chi è stato identificato

Sono stati identificati i primi tre presunti responsabili del gesto avvenuto durante la manifestazione antigovernativa e contro il referendum che si è svolta sabato a Roma, nel corso della quale sono stati bruciati alcuni cartelli con i volti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’identificazione è stata effettuata dalla Digos della Questura di Roma con la collaborazione delle altre Digos sul territorio nazionale. Si tratta di tre manifestanti: due provenienti da Padova e uno da Napoli. Per tutti scatterà la denuncia all’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ora proseguendo gli accertamenti, anche attraverso l’analisi delle immagini raccolte durante la manifestazione, per individuare eventuali altri partecipanti coinvolti nell’episodio.

Russia, Kallas: "Allentare le sanzioni un pericoloso precedente"

"È importante che la tensione in Medio Oriente non distolga l'attenzione dall'Ucraina, che la situazione lì non si affievolisca. L'allentamento delle sanzioni sul petrolio contro la Russia da parte nostra rappresenta un pericoloso precedente, perché in questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno fondi per finanziare la guerra, non di più. E ovviamente, la chiusura dello Stretto di Hormuz è un ulteriore vantaggio per la Russia, che può così finanziare questo conflitto. Quindi dobbiamo assolutamente fare di più su questo". Lo dice l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri.

Idf diffonde il video delle truppe impegnate in Libano

L'esercito di Israele ha diffuso un video in cui si vedono truppe dello Stato ebraico impegnate in operazioni nel Libano meridionale. In una dichiarazione, l'Idf ha affermato che sono state "avviate operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah nel Libano meridionale, con l'obiettivo di rafforzare la zona di difesa avanzata". L'esercito dello Stato ebraico ha emesso ordini di evacuazione per quasi tutti i quartieri meridionali di Beirut e per il Libano meridionale.