Quirinale, Pietro Senaldi: "Ecco i miei tre consigli al centrodestra"
"Giorgia Meloni ha detto una banalità, ovvero che il prossimo presidente della Repubblica potrebbe anche essere espressione del centrodestra. Come peraltro previsto dalla nostra Costituzione. Malgrado questa sia una ovvietà, tutti i leader della sinistra hanno reagito come se gli fosse arrivato un pugno sullo stomaco. 'Oddio il golpe. Oddio si mette in disussione l'attuale presidente'. Assolutamente no, che andrà sicuramente a scadenza".
Pietro Senaldi ha commentato le ultime esternazioni della sinistra che accusano Giorgia Meloni e il centrodestra di mirare al Quirinale perché, secondo loro, vorrebbero spartirsi il potere. Il condirettore di Libero, invece, ha spiegato che la nostra Carta Costituzionale non prevede che al Colle ci debba per forza essere un esponente di sinistra. E ne ha approfittato per dare tre consigli al centrodestra in vista della prossima elezione del capo dello Stato.
"Il centrodestra per avere al Quirinale un proprio esponente, forse deve giocarsi la partita meglio di come se l'è giocata 5 anni fa, che ha fatto un casino che sembrava che non lo volesse il suo esponente - ha sottolineato Senaldi -. Poi bisogna tenere coperte e carte, perché la lezione la lezione di Mattarella, ma anche di Napolitano insegna che per andare al Quirinale bisogna dimostrare di non volerci andare. Infine il prescelto deve stare molto attento. Perché gli ultimi due presidenti di centrodestra - Giovanni Leone e Francesco Cossiga - hanno subito una campagna stampa infernale di opposizione selvaggia da parte della sinistra. Il primo fu costretto a dimettersi per uno scandalo inventato; il secondo - ha concluso - è stato trattato come un pazzo semplicemente perché aveva detto delle ovvietà".