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Referendum giustizia, Della Vedova: "Cosa non dobbiamo regalare alla destra"

martedì 13 gennaio 2026
1' di lettura

"Ho votato a favore della riforma sulla separazione delle carriere in entrambi i passaggi alla Camera, senza esitazioni. Non perché sia la riforma di Nordio, di Meloni o tantomeno di Berlusconi, ma perché è una riforma che affonda le sue radici nella tradizione pannelliana, radicale, liberale e socialista. È una riforma necessaria, che arriva tardi ed è portata avanti dalla maggioranza sbagliata: una maggioranza spesso manettara e lontana dal garantismo. Ma questo accade perché le maggioranze giuste non l’hanno fatta quando avrebbero potuto. Non possiamo regalare alla destra la bandiera di una riforma giusta e necessaria. Io voto Sì anche perché voglio dare un contributo alla costruzione di un’alternativa di governo credibile e vincente. Pensare di battere la destra rinchiudendo il campo progressista in un recinto identitario e giustizialista sarebbe un errore grave. Le elezioni si vincono solo se si riesce a costruire una proposta politica riformatrice, europeista, liberale e garantista: dobbiamo tenere dentro questo campo quegli elettori che, da tradizioni diverse, condividono battaglie di civiltà come la separazione delle carriere", lo ha detto Benedetto Della Vedova.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Alberto Fraja

Come validare un’idea per il tuo business

All’inizio sembrano tutte buone. Ogni nuova idea ha quell’energia iniziale che fa sembrare tutto possibile. Il prodotto che mancava. Il servizio “diverso”. Il progetto che — questa volta — potrebbe davvero fare la differenza.

E allora si parte. Spinti dall’entusiasmo, dalle intuizioni, da qualche conferma raccolta qua e là. Peccato che, in molti casi, non basti.

Perché non è solo questione di avere un’idea. È questione di capire se ha davvero spazio, oggi, nel mondo reale. C’è un passaggio cruciale che arriva prima di scegliere, prima di investire, prima di comunicare. Un passaggio che non ha niente a che fare con le opinioni, ma con i segnali. I segnali che arrivano dai dati, dai comportamenti, dai bisogni reali.

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