"Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina, facendo di tutto per sostenere dal punto di vista politico, finanziario e militare questo Paese. Mi pare che non sia generoso nei confronti dell'Europa". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Business Forum fra Italia e Germania rispondendo a chi gli chiedeva un commento in merito al discorso pronunciato ieri a Davos dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Nel suo discorso a Davos, Zelensky aveva criticato l'Europa per quella che ha definito la mancanza di "volontà politica" nei confronti di Vladimir Putin. Zelenskyj ha puntato il dito contro la mancanza di progressi nella creazione di un tribunale speciale per l'aggressione russa presso la Corte penale internazionale (Cpi), dicendo che "spesso in Europa c'è sempre qualcosa di più urgente della giustizia". "Non ci sono ancora progressi concreti nella creazione di un tribunale speciale per l'aggressione russa contro l'Ucraina, contro il popolo ucraino. Si sono tenuti molti incontri, ma l'Europa non è ancora riuscita nemmeno a trovare una sede per il tribunale", ha detto Zelensky, "cosa manca, il tempo o la volontà politica?".
"Tutti conoscono il film 'Il Giorno della marmotta' - aveva proseguito Zelensky -, nessuno vuole ripetere la stessa cosa per anni, ma viviamo così. Un anno fa dicevo che l’Europa deve imparare a difendersi e siamo esattamente allo stesso punto. Groenlandia? È chiaro che la maggioranza dei governi europei non sa ancora bene cosa fare, sembra che tutti aspettino che l’America si calmi. Ma che succede se non si calma? Mandando 40 soldati rischiate di non essere presi sul serio da nessuno".
Contestazione dei propal all'UniBg davanti a Giorgio Gori. Il solito show che viene stigmatizzato anche dal deputato di Forza Italia Alessandro Sorte: "Esprimo solidarietà a Giorgio Gori per le contestazioni avvenute da parte di manifestanti pro pal durante il convegno dedicato a giovani, università e lavoro svoltosi in Unibg". Qui le immagini.
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha annunciato le dimissioni dall'ospedale Niguarda di due dei ragazzi feriti nella tragedia di Crans-Montana e in cura presso la struttura sanitaria milanese. “Sono due ragazzi di Milano, frequentano due licei scientifici qui in città e devo dire che ovviamente sono molto contenti sia loro che i genitori di questa dimissione", ha proseguito Bertolaso. "Questo non vuol dire che siano guariti, ovviamente devono ancora fare un percorso molto lungo di riabilitazione e anche di medicazioni quindi verranno qui diversi giorni alla settimana a fare le medicazioni, a fare attività di riabilitazione", ha aggiunto l'assessore. "Gli sono state organizzate queste attività soprattutto nel pomeriggio perché i medici ritengono che fra un paio di settimane possano entrambi tornare a scuola e questa è davvero una buona notizia perché vi posso garantire che quando sono arrivati non eravamo così sicuri che nell'arco di un mese potessero tornare diciamo alla normalità”, conclude Bertolaso.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accoglie il Cancelliere tedesco Merz a Villa Doria Pamphilj per il Vertice intergovernativo tra Italia e Germania.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Quando si parla di strategia video, l’attenzione si concentra quasi sempre sui social e sulle piattaforme mobile.
Ma c'è un mezzo di cui si parla ancora troppo poco, e che invece sta ridefinendo in modo silenzioso ma potente le abitudini di consumo dei contenuti: la Connected TV.
Non si tratta di un ritorno alla vecchia TV tradizionale, bensì di un’evoluzione.
Parliamo di Smart TV o televisori collegati a dispositivi come Fire TV o Apple TV, che permettono di fruire contenuti on demand attraverso internet: YouTube, app di streaming, piattaforme OTT.
In poche parole, un’esperienza televisiva con logica digitale.
I dati parlano chiaro: le visualizzazioni da TV su YouTube sono in aumento, e quegli utenti mostrano comportamenti molto diversi rispetto a chi guarda da smartphone. Guardano più a lungo, completano più video e restano nella piattaforma per più tempo.
E anche se non mettono like o non si iscrivono con la stessa frequenza, la loro attenzione è più profonda.
Perché? Perché dalla TV non si clicca facilmente… ma si resta volentieri.
Per i brand, questo rappresenta una nuova frontiera: un mezzo che non si basa sul clic, ma sul tempo.
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