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Askatasuna, scontri al corteo: bombe carta e petardi contro la polizia

sabato 31 gennaio 2026
1' di lettura

A Torino corteo nazionale in sostegno di Askatasuna, il centro sociale oggetto di uno sgombero. Dopo aver percorso Corso Regina Margherita per raggiungere la sede dell’ex centro sociale, la manifestazione è degenerata in tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine. Durante il corteo, alcuni partecipanti hanno lanciato fumogeni colorati e sparato fuochi d’artificio verso le forze in tenuta antisommossa, che hanno risposto con gli idranti. Non sono mancati anche lanci di bombe carta, pietre e petardi. In diversi momenti, un gruppo di manifestanti si è avvicinato al cordone di polizia con scudi improvvisati recanti il simbolo di Askatasuna. Le forze dell’ordine hanno impiegato anche numerosi lacrimogeni per contenere la situazione.

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Calci, martellate e spintoni: un agente di polizia è stato aggredito fisicamente durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino. Come si vede in un filmato ripreso da chi ha assistito alla scena, un poliziotto inerme per terra viene ripetutamente colpito da più persone. Qualcuno allontana anche il casco, lanciandolo via, e mirando alla testa. Quando l'agente prova a rialzarsi, ecco che lo spintonano di nuovo facendolo cadere. Alla fine del video, un poliziotto corre in soccorso del collega. 

Dopo la partenza del corteo pro-Askatasuna intorno alle 15 di oggi, sabato 31 gennaio, la situazione è degenerata qualche ora dopo, quando i manifestanti hanno cominciato a lanciare bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici contro la polizia. Gli agenti, in tenuta antisommossa e stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada, ha risposto con i lacrimogeni. Il caos si è scatenato dopo che una parte del corteo per è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale, sgomberato lo scorso 18 dicembre, deviando così dal percorso previsto. 

Almeno 11 gli agenti rimasti feriti negli scontri. Due, tra gli antagonisti, sarebbero stati portati via dagli agenti. La polizia, in particolare, si è vista costretta a effettuare una carica di alleggerimento dietro la struttura universitaria Campus Einaudi, a seguito del lancio di oggetti, pietre e razzi contro gli agenti, con l'obiettivo di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. In fiamme anche un mezzo blindato della polizia. I manifestanti hanno portato nel centro del corso campane di raccolta dei rifiuti, sradicandole dal bordo della strada, così come carrelli della spesa. Presa di mira pure una troupe di giornalisti Rai, che è stata aggredita, minacciata e costretta ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e veniva distrutta l'attrezzatura di lavoro.

Ad attaccare poche centinaia di attivisti, dotati di casco, alcuni anche di maschere antigas e di mascherine, armati di tubi di metallo come mortai e scudi con il simbolo dell'Askatasuna per ripararsi dall'acqua degli idranti della polizia. Alla fine, quando la manifestazione è stata dispersa su più fronti dopo circa un'ora di violenti scontri, sono emersi ingenti danni sulla strada, dove i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme dei cassonetti. I manifestanti che hanno sfilato nella prima parte del pomeriggio, invece, si sono dispersi dopo avere seguito il percorso prestabilito.

Condanna unanime dal mondo della politica ma non senza qualche polemica. "Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l'autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno 'compresi' ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta": ha detto il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. 

"Le violenze viste oggi a Torino fanno schifo, punto e basta. Non può esistere buonismo o giustificazione con chi utilizza la violenza come strumento politico. Agli agenti feriti va tutta la mia solidarietà. Ma la destra ci risparmi lezioncine ipocrite: non sono accettabili strumentalizzazioni da chi giusto ieri voleva far entrare in Parlamento gruppi neofascisti e dare loro un palco sfregiando istituzioni e Costituzione, e oggi dichiara guerra alle occupazioni dimenticandosi che da anni tollera quella di CasaPound a Roma. Non so con che faccia possano guardarsi allo specchio ormai", ha dichiarato in una nota la deputata M5S Chiara Appendino. 

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