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Usa, dalle bufere agli incendi: rogo fuori controllo

mercoledì 18 febbraio 2026
1' di lettura

Due grandi incendi stanno bruciando nel Panhandle dell’Oklahoma: il più esteso si trova vicino a Beaver e copre circa 60 chilometri quadrati, mentre un secondo incendio, nei pressi di Hooker, ha un’estensione attualmente non determinata. Entrambi gli incendi sono fuori controllo e vengono spinti verso nord, in direzione del Kansas, da raffiche di vento fino a 105 chilometri orari. Le autorità forestali dell’Oklahoma hanno diramato diverse allerte, provocando evacuazioni e la chiusura di autostrade nella parte occidentale dello Stato.

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Board of Peace, Camera approva risoluzione: il Vaticano non partecipa

La Camera ha approvato con 183 voti favorevoli e 122 contrari la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il testo impegna l’Italia a partecipare come osservatore alla prima riunione del Board of Peace, organismo promosso dal presidente americano Donald Trump e in programma il 19 febbraio a Washington. Il capo della Farnesina ha difeso il piano di pace, affermando che non esistono alternative concrete e che alimentare l’incertezza prolunga le sofferenze del popolo palestinese. Protestano le opposizioni. Il Vaticano non parteciperà: il cardinale Pietro Parolin si è detto perplesso.

Roma, l'orrore: cos'hanno scoperto dentro questo centro per anziani

Otto persone arrestate tra i Castelli Romani e il litorale sud di Roma al termine di un’indagine dei Carabinieri del NAS di Roma su un presunto sistema di appropriazione indebita ai danni di anziani e soggetti fragili.

Le misure cautelari – due custodie in carcere e sei arresti domiciliari – sono state eseguite a Castel Gandolfo, Ariccia, Albano e Marina di Tor San Lorenzo su disposizione del gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura locale. Al centro dell’inchiesta due amministratrici di sostegno, nominate dai Tribunali di Velletri e di Roma, accusate di peculato, falso, circonvenzione di incapace e, in precedenza, di abbandono. Con loro risultano coinvolti sei familiari e conoscenti, legati a un’associazione di volontariato con sede a Grottaferrata e a un centro di assistenza pensionistica di Genzano.

Le indagini hanno preso avvio nella primavera del 2024, dopo la denuncia di un parente di un ospite di una comunità per anziani a Nettuno, rivelatasi completamente abusiva e priva delle necessarie autorizzazioni e di personale qualificato. All’interno della struttura vivevano sei persone con diverse disabilità, in condizioni ritenute non idonee e senza i requisiti minimi di abitabilità. L’immobile era stato sequestrato e gli ospiti trasferiti in strutture adeguate. Gli accertamenti bancari e patrimoniali avrebbero poi fatto emergere un sistema consolidato di gestione illecita delle risorse economiche di numerosi assistiti.

Le due amministratrici, che avevano in carico quattro degli ospiti della comunità di Nettuno oltre ad altri soggetti fragili, avrebbero gestito pensioni di invalidità e assegni di inclusione senza alcuna contabilità formale, destinando solo una minima parte delle somme ai reali bisogni degli assistiti. Secondo gli investigatori, gli anziani sarebbero stati lasciati privi persino dei beni essenziali e di cure mediche.

Il denaro, sottratto tramite bonifici, prelievi in contanti e false attestazioni di prestazioni lavorative, sarebbe stato in parte utilizzato direttamente dalle due donne e in parte trasferito a parenti e volontari collegati all’associazione di Grottaferrata. Quando chiamate a rendicontare la gestione dei fondi, le indagate avrebbero predisposto documentazione contabile fittizia presso il patronato-centro pensioni di Genzano da loro gestito, producendo scontrini e giustificativi ritenuti privi di riscontro con le effettive esigenze degli assistiti. Il presunto sistema fraudolento avrebbe consentito agli indagati di appropriarsi di almeno 500mila euro. Contestualmente alle misure cautelari, sono stati notificati avvisi di conclusione delle indagini a ulteriori quattro persone indagate a piede libero per concorso nei medesimi reati.

Usa, valanga nel nord della California: 10 dispersi

Sei sciatori fuoripista sono stati ritrovati vivi e altre dieci persone risultano ancora disperse dopo una valanga nel nord della California durante la tempesta invernale che sta attraversando lo Stato. Le squadre di ricerca e soccorso sono state inviate nell’area di Castle Peak, a nord-ovest del Lago Tahoe, dopo una segnalazione. In questi giorni la California è colpita da una forte tempesta invernale accompagnata da pericolosi temporali, forti venti e abbondanti nevicate nelle zone montuose. Il gruppo, composto da 12 sciatori e 4 guide, era all'ultimo giorno di una gita di tre giorni di sci fuoripista. Aveva trascorso due notti in rifugi durante un'escursione che richiedeva di attraversare “terreni montuosi accidentati” con gli sci da alpinismo per un massimo di 6,4 chilometri e di portare con sé tutto il cibo e le provviste. Il capitano Russell Greene, sceriffo della Contea di Nevada, ha detto che le autorità sono state informate della valanga dalla compagnia di sci che ha portato il gruppo a Castle Peak e dai segnali di emergenza che gli sciatori portavano con sé. Gli escursionisti dispersi sono in contatto con le autorità attraverso i loro segnali di emergenza, che possono inviare messaggi di testo. “Stanno facendo del loro meglio. Si sono rifugiati in una zona, hanno costruito un riparo di fortuna con un telo e stanno facendo tutto il possibile per sopravvivere e attendere i soccorsi”, ha detto Greene. Ha aggiunto che le squadre di soccorso si stanno avvicinando con cautela al gruppo perché il pericolo di provocare altre valanghe rimane elevato.

M5s, follia di Ricciardi contro il governo: "Agente preso a martellate? So che eravate felici"

"Vi ha fatto paura il popolo che manifestava pacificamente" e "ha manifestato pacificamente per settimane. E io sono assolutamente convinto che molti di voi, quando hanno visto quell'azione infame e vigliacca nei confronti del poliziotto a terra a Torino, sono stati contenti. Perché finalmente potevate bollare un intero popolo come violento". Così Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S, parlando in aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del ministro Antonio Tajani. Frasi agghiaccianti, quelle del grillino, il quale sostiene che gli esponenti di maggioranza sarebbero stati felici nel vedere un agente massacrato e preso a martellate. Un delirio. Ma non è finita. "E questo vi ha dato modo di creare una giustizia dove se ti arrestano prima dell'interrogatorio ti avvisano 5 giorni prima, se invece vuoi andare a manifestare magari ti fermano perché presuppongono che tu commetta un reato, questa è la giustizia che volete", ha aggiunto Riccardi.

Dopo le parole del grillino, la reazione dei deputati di Forza Italia e della Lega che sono intervenuti in Aula, alla Camera, successivamente, il tutto nel dibattito sulla partecipazione dell'Italia al Board of peace. Per il forzista Andrea Orsini, "il M5s ha appena dato sfogo ai suoi sentimenti più profondi quando parla delle 'vostre' forze dell'ordine come se non fossero un grande patrimonio a cui tutti dobbiamo inchinarci ogni giorno". E poi, in un altro passaggio, ha evidenziato il radicalismo dei 5 Stelle, quasi in solitaria rispetto al resto del centrosinistra in particolare sul giudizio della relatrice Onu, Francesca Albanese. Duro anche il leghista Paolo Formentini che ha risposto a tono al M5s: "Noi non gioiamo di fronte al poliziotto preso a martellate. Noi stiamo con lui e con chi rappresenta lo Stato e lo difende in ogni momento. Sul terrorismo non bisogna ironizzare ma essere uniti perché il terrorismo sta tornando".

Redazione