La guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, è morto sotto le bombe americane e israeliane. E, mentre la sinistra storce il naso e accusa gli Stati Uniti e Israele di imperialismo e di violazione del diritto internazionali, gli iraniani di tutto il mondo sfilano in strada per festeggiare la dipartita del dittatore sanguinario. A Milano, per esempio, centinaia di manifestanti si sono dati appuntamento in strada. Alcuni di loro avevano bandiere iraniane. Altri, invece, una copia di Libero. Quella che in prima pagina recita: "L'Ayatollah è morto", sinistra italiana in lutto".
Il governo iracheno ha dichiarato tre giorni di lutto per la morte del leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. In un comunicato ufficiale diffuso oggi, il governo di Baghdad ha espresso le "condoglianze al nobile popolo dell'Iran e a tutti i musulmani" per il "martirio" di Khamenei, definito "rinomato studioso e mujaheddin", a seguito di "un palese atto di aggressione e un gesto riprovevole che viola tutte le norme umane e morali e costituisce una chiara violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali".
Il "governo iracheno", ha aggiunto il comunicato, "dichiara tre giorni di lutto nazionale in tutto il Paese". Baghdad ha ribadito il suo appello a uno stop "immediato e incondizionato delle operazioni e azioni militari che stanno portando la regione a livelli di violenza senza precedenti, esacerbando il conflitto e minando la pace e la sicurezza internazionale".
Centinaia di manifestanti che protestano per l'uccisione della Guida Suprema iraniana hanno quindi tentato questa mattina di assaltare la Zona Verde fortificata di Baghdad, dove si trova anche l'ambasciata statunitense: lo riferisce un giornalista dell'Afp.
"Questi tentativi sono stati finora sventati, ma loro continuano a provarci", ha detto all'Afp una fonte della sicurezza. Il giornalista Afp ha affermato che i manifestanti, alcuni dei quali sventolavano bandiere di gruppi armati filo-iraniani, hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza, che hanno risposto con gas lacrimogeni. I media locali hanno riportato proteste in altre province dell'Iraq meridionale. Diversi gruppi armati iracheni sostenuti dall'Iran hanno dichiarato sabato che non rimarranno "neutrali" e difenderanno la Repubblica islamica. Il potente gruppo Kataeb Hezbollah ha dichiarato che attaccherà le basi statunitensi dopo che due dei suoi combattenti sono stati uccisi in attacchi aerei nell'Iraq meridionale.
Nelle prime ore di domenica, forti esplosioni sono state udite vicino all'aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, riferiscono fonti giornalistiche dell'Afp che parlano anche di denso fumo nero levatosi dall'area dell'aeroporto. Poco dopo, un piccolo gruppo filo-iraniano ha rivendicato attacchi con droni contro le truppe statunitensi a Erbil. Sabato, le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno abbattuto diversi missili e droni carichi di esplosivo sopra Erbil, hanno riferito le autorità locali.
Nella notte a Tel Aviv, in Israele, una donna è morta dopo essere rimasta ferita durante un pesante bombardamento di missili iraniani. Si tratta della prima vittima annunciata in Israele da quando l'Iran ha iniziato la sua rappresaglia per il grave attacco congiunto sferrato da Washington e Tel Aviv. I vigili del fuoco israeliani hanno spento le fiamme scaturite dalle auto colpite; danneggiati anche numerosi edifici. Al momento non si conosce ancora l'identità della vittima, mentre un altro civile è rimasto gravemente ferito.
Nelle scorse ore, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha diffuso dei video che mostrano il lancio di missili e il decollo di jet per lanciare attacchi con cui smantellare l'apparato di sicurezza del regime iraniano. Le riprese aeree in bianco e nero mostrano quello che sembra essere un drone su una pista di atterraggio, una torre radar, una batteria missilistica e un complesso di edifici. Tutti questi obiettivi sono stati colpiti da quelle che sembrano essere bombe o missili, seguite da grandi esplosioni.
"Spero di far uscire il disco tra poco e abbiamo già le prime tre date del tour, Genova, Roma e Milano". A dirlo è Sayf, piazzatosi secondo al Festival di Sanremo con 'Tu mi piaci tanto'. All'artista viene fatto notare che l'ultima volta il secondo posto (di Lucio Corsi, ndr) ha portato bene e lui replica: "Speriamo che porti bene".