L'ipotesi del malore del conducente è tra le prime al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di ricostruire la dinamica del deragliamento del tram in viale Vittorio Veneto a Milano. Incidente che ha provocato due morti e almeno 40 feriti. Ad alimentare questa ipotesi il fatto che l'autista, un dipendente Atm con molti anni di esperienza, abbia saltato a tutta velocità l’ultima fermata prima dell’incrocio, in corrispondenza con lo scambio che è stato trovato "chiuso", cioè in posizione di svolta verso via Lazzaretto.
Gli investigatori si stanno concentrando ora sul sistema di scambio, che viene attivato con un pulsante dai conducenti alcune centinaia di metri prima, per capire se qualcosa non abbia funzionato. Nella sostanza, il conducente avrebbe dovuto attivare, attraverso un pulsante a bordo, il sistema per riaprire i binari così da proseguire dritto lungo viale Vittorio Veneto. Non è escluso nemmeno che in quel momento il convoglio avesse anche il semaforo rosso.
Dai primi video acquisiti dagli inquirenti, però, sembra che non ci sia stato alcun rallentamento. Il pubblico ministero Elisa Calanducci starebbe per aprire un fascicolo per omicidio colposo. Stando a quanto trapelato finora, il conducente del tram è stato ricoverato nell’ospedale in codice verde per alcune contusioni, e sottoposto, come da prassi, ai test tossicologici.