A poche centinaia di metri dalla manifestazione degli Iraniani, in piazza della Scala a Milano i movimenti pro-Pal hanno organizzato un’altra manifestazione contro quella che definiscono “l’aggressione imperialista statunitense”. “Dall’Iraq all’Afghanistan alla Libia l’esportazione della democrazia ha distrutto Paesi nel mondo”, afferma Elio Luppoli del centro sociale Vittoria, che accusa di complicità il governo guidato da Giorgia Meloni con Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Catherine, la mamma della cosiddetta "famiglia nel bosco", con il viso segnato dal dolore, ha lasciato ieri sera, venerdì 6 marzo 2026, intorno alle 21:20, la casa famiglia di Vasto dove si trovava dal 20 novembre scorso con i suoi bambini. È salita sull'autovettura del marito e insieme hanno varcato il cancello della struttura, senza rilasciare, scuri in volto, alcuna dichiarazione. La donna è stata costretta ad andare via a causa dell'ordinanza emessa dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila che dispone il trasferimento dei bambini in un'altra struttura protetta e senza la madre. "Credevamo di vivere in un Paese civile, ma invece non lo è. L'assistente sociale dovrebbe rispondere a qualcuno. Ha preteso che venisse cacciata la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini. È stato terribile". Queste le parole dell'avvocata Danila Solinas, la legale che insieme a Marco Femminella assiste Nathan e Catherine, uscendo ieri sera dalla casa famiglia.
"Riteniamo questa riforma sbagliata, perché non è una vera riforma della giustizia. Non rende più brevi i processi, non assume il personale che manca, non stabilizza i 12mila precari della giustizia; spacca in due e sorteggia il Csm, che è l'organo a cui la Costituzione affida il compito di garantire l'indipendenza della magistratura, che tutela non i magistrati, ma i cittadini. Per noi la giustizia italiana non è perfetta, ma di certo non migliora se metti i giudici sotto il controllo del governo". Così la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, a margine dell’evento “L’Italia che seguiamo” a Roma.
Franco Selvaggi, leggendario "Spadino", attaccante che ha fatto parte della rosa della Nazionale italiana che ha vinto il Mondiale di Spagna 1982, si racconta in un'intervista a Libero con Alessandro Dell'Orto che troverete in edicola domenica 8 marzo. Godetevi questa nuova puntata di "Soggetti smarriti".
Il Ministero della Difesa israeliano ha diffuso un video significativo che ritrae un pilota dell’Aeronautica israeliana (IAF) a bordo di un caccia F-16 mentre rientra alla base dopo aver condotto un’operazione di attacco contro obiettivi in Iran. Le immagini, rilasciate nelle ore successive all’azione militare, mostrano chiaramente il velivolo con un’ala priva di uno dei missili originariamente installati all’estremità: segno evidente che il missile è stato lanciato durante la missione, confermando l’impegno operativo del pilota in un contesto di alta tensione.Nel filmato, girato in modalità selfie direttamente dalla cabina di pilotaggio, l’ufficiale appare calmo e determinato nonostante la stanchezza evidente dopo ore di volo e combattimento.
Rivolgendosi direttamente alla nazione, pronuncia parole cariche di patriottismo e rassicurazione: "Andremo ovunque senza preoccuparci del nemico, per la nostra patria. Popolo di Israele vi auguriamo un sereno e sicuro giorno dello Shabbat. Ci incontreremo a casa".Il messaggio arriva in un momento simbolico: lo Shabbat, il giorno di riposo ebraico che inizia al tramonto del venerdì, è tradizionalmente dedicato alla pace familiare e alla riflessione spirituale. Il pilota, con questo saluto augurale, sottolinea la determinazione di Israele a difendere la propria sicurezza nazionale anche in un giorno sacro, trasmettendo un senso di unità e resilienza al popolo israeliano in un periodo di escalation con l’Iran.Il video, diffuso ufficialmente per rafforzare il morale interno e dimostrare la capacità operativa delle forze armate, si inserisce nel più ampio contesto degli scambi di colpi tra Israele e Iran, segnati da raid aerei, abbattimenti e rappresaglie.