Il corteo No Kings ha raggiunto Piazza di Porta San Giovanni a Roma ma, considerata la partecipazione superiore a quella prevista, i promotori hanno presentato un preavviso al Questore per proseguire in corteo fino a piazza del Verano. L’itinerario per la prosecuzione del corteo è ora: via Carlo Felice, Porta Maggiore, Via dello Scalo San Lorenzo, tangenziale est fino all’intersezione con Via Tiburtina, Via Tiburtina, Piazzale del Verano. La sala operativa della Questura sta procedendo a rimodulare i servizi per garantire la sicurezza fino alla nuova destinazione. Secondo quanto si apprende, al corteo sarebbero presenti circa 25mila manifestanti. Un numero di gran lunga superiore a quello annunciato dai promotori dell’iniziativa.
Foto della premier Giorgia Meloni a testa in giù, fumogeni e una ghigliottina di cartone: questo il teatrino messo su da alcuni manifestanti al corteo No Kings organizzato a Roma in nome della pace. A testa in giù ci sono finite anche le foto del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nulla di nuovo, se solo si pensa a tutte le manifestazioni pro-Pal, con anarchici e centri sociali.
Allo stesso tempo in piazza c'era il segretario della Cgil Maurizio Landini che definiva il corteo come una “pratica della democrazia”. Presenti alla manifestazione anche una delegazione del Movimento 5 Stelle e i principali esponenti di Avs, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Ilaria Salis. "Questa è una manifestazione pacifica - ha detto Landini alla partenza del corteo -. Noi siamo contro qualsiasi forma di violenza. L’abbiamo sempre combattuta. Oggi qualsiasi cittadino può partecipare ed esserci. Noi siamo qui in modo pacifico e non violento. Questa giornata vogliamo che abbia queste caratteristiche". Intanto, però, il corteo è partito al grido di "Giorgia Meloni eccoci" e "Siamo un Paese governato da fascisti". Anche qui nulla di nuovo, ma comunque non molto vicino al concetto di "pace".
Dura la condanna del centrodestra. "Trovo che quanto avvenuto sia gravissimo e addirittura raccapricciante. Sono vicino al presidente del Consiglio, al presidente del Senato e al ministro della giustizia ai quali esprimo la mia solidarietà. Allo stesso tempo condanno con forza il gesto criminale di quegli attivisti politici che, pur dicendosi pacifisti, si rendono responsabili di atti così aberranti. Ricordo a tal proposito che solo poco tempo fa, durante un altro corteo a Milano, era stata esposta l'immagine di Giorgia Meloni a testa in giù. È ormai quindi evidente come per certi movimenti di sinistra la politica non sia più rappresentata dal normale dibattito democratico ma dall'odio cieco nei confronti dell'avversario", ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, vice presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
"Questa mattina sono stata svegliata nella stanza d'albergo in cui mi trovavo, intorno alle 7:30, dalla polizia. Hanno bussato alla porta, pronunciato il mio nome e mi hanno chiesto di aprire. Mi hanno poi chiesto di fornire loro un documento, io ho anche fatto presente che sono un'eurodeputata": Ilaria Salis torna a parlare dei controlli preventivi di polizia cui è stata sottoposta questa mattina nell'hotel in cui alloggiava, ma questa volta lo fa direttamente dal corteo organizzato da No Kings Italia a Roma. Presenti, in rappresentanza di Avs, anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
"Non mi hanno spiegato il motivo della visita, solo che si trattava di accertamenti - ha continuato a lamentarsi la Salis -. Mi hanno rivolto una serie di domande, sul mio arrivo a Roma, sulla manifestazione, se avevo oggetti pericolosi per parteciparvi. Questo controllo è durato circa un'ora e non mi è stato rilasciato alcun verbale. Dalla stampa ho appreso che si tratta di una segnalazione su iniziativa di uno Stato estero. E questo rende la vicenda ancora più grave, perché sarebbe uno Stato estero a mettere in discussione il mio mandato e quelle che sono le mie prerogative parlamentari. È una cosa che mette in discussione la democrazia in Europa, perché è successo a me ma potrebbe succedere a chiunque". Il riferimento è al fatto che la segnalazione sarebbe partita dalla Germania.
A tal proposito è partito all'attacco Fratoianni, che ha dichiarato: "Pretendiamo che Piantedosi oggi dia una risposta e che Tajani, che è il ministro degli Esteri, convochi l'ambasciatore tedesco. Vogliamo sapere che sta succedendo. È una vicenda gigantesca. Poi ci muoveremo con i nostri gruppi parlamentari in Europa sul Parlamento europeo, sulla Commissione, ma intanto chiediamo che le autorità della Repubblica ci dicano che cosa stanno facendo. Vogliamo che queste risposte ce le dia il governo della Repubblica. Pretendiamo che ce le diano Piantedosi e Tajani".
È partito il corteo promosso dalla Rete “No kings” a Roma da piazza dei Cinquecento diretto a piazza San Giovanni. Un appuntamento importante per la neo nata rete che mette insieme associazioni, sindacati, collettivi territoriali e partiti contro “I re del mondo, dai padroni dell'AI, ai signori degli Stati-nazione”. Una mobilitazione cui hanno risposto in tanti trascinati anche dall’effetto Referendum. Per tutti l’obiettivo principale “sono le dimissioni di Meloni” ma la piattaforma della mobilitazione supera i confini nazionali e guarda “ai vari conflitti nel mondo uniti però da un’unica matrice: quella liberista e capitalistica”. Il corteo che si snoderà per le vie del centro della capitale è stato preceduto da timori e paure per eventuali incidenti con le forze dell’ordine. Occhi puntati sull’area anarchica e quella movimentista legata in particolar modo al centro sociale Asktasuna sgomberato a Torino.” Dobbiamo fermare tutti questi personaggi come Trump che mandano avanti guerre solo per motivi economici - dice Luca, studente- pensano solo a guadagnarci senza pensare alle vittime”
Ancora nessun segnale di tregua nella guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti. Teheran ha colpito con droni e missili due porti in Kuwait, mentre attacchi sono stati intercettati anche nei cieli dell’Arabia Saudita. Israele ha risposto con raid su larga scala in Iran, colpendo siti missilistici e basi dei Pasdaran. Il ministro della Difesa Israel Katz avverte: "Gli attacchi si intensificheranno e si estenderanno". Sul fronte politico, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf attacca Washington: "Non sono in grado di proteggere nemmeno i propri soldati". Dalla diplomazia, la Germania prova a riaprire il dialogo. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha parlato di possibile ruolo tedesco nella sicurezza dello Stretto di Hormuz dopo il conflitto, chiedendo unità contro l’asse Iran-Russia. Intanto gli Stati Uniti hanno già lanciato oltre 850 missili Tomahawk: secondo fonti del Pentagono le scorte sono "allarmantemente basse".