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Dl Sicurezza, la sceneggiata del Pd: Bella ciao e fazzoletto. Rotondi li spegne con una parola

venerdì 24 aprile 2026
2' di lettura

Altro giro, altra sceneggiata della sinistra in Aula. È infatti ripresa poco dopo le 11.30 la seduta fiume della Camera sul decreto Sicurezza. Dai banchi delle opposizioni è partito il coro "Bella ciao". Riccardo Ricciardi, il primo degli iscritti a parlare, ha esordito con un "buon 25 Aprile".

La capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga è poi intervenuta indossando il fazzoletto dell’Anpi al collo prima del voto finale. "Dobbiamo difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia anche da una parte della destra che oggi governa ma ancora non riesce a fare i conti con la storia e dirsi chiaramente antifascista perché il 25 aprile è divisivo solo per chi ha nostalgie che noi non accetteremo mai", ha affermato. "Ma oggi ancora una volta sentiamo il bisogno di dire grazie a chi 81 anni fa decise di scegliere, migliaia di donne e uomini che non ebbero paura di scegliere da che parte stare. Ricordare la Resistenza significa capire che la democrazia si conquista ogni giorno. Viva la Resistenza, l’Italia libera, la Repubblica e il 25 aprile".Dai banchi di Fratelli d’Italia ha risposto il deputato Gianfranco Rotondi. "Se al posto di Togliatti ci fossero stati i 'mozzaorecchi' della sinistra di oggi, difficilmente questo Paese avrebbe avuto 80 anni di libertà, pace e civiltà", ha detto.

. "Il 25 aprile fu istituito da Alcide De Gasperi per unire gli italiani, non per dividerli", ha aggiunto, denunciando quella che ha definito "una tentazione ricorrente di trasformare questa festa in un’occasione per denigrare la controparte politica". "Mi percorreva un brivido sentire 'Bella ciao', che ho ascoltato cantare dagli amici di mio padre socialista e antifascista, da chi la cantava per la libertà e per l’amore. Oggi invece viene usata per dividere", ha affermato. Insomma l'ennesima sceneggiata mentre il governo tenta di blindare un decreto che cercherà di rendere il Paese più sicuro. 

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25 aprile

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Redazione

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"Oggi è morto il 25 aprile": Paola Concia, attivista ed ex deputata del Partito democratico, lo ha detto in un video riferendosi a quanto accaduto durante le celebrazioni della Festa della Liberazione in diverse città italiane. "È morta la Festa di Liberazione dai regimi nazifascisti grazie a fascisti che hanno impedito alla Brigata ebraica di manifestare a Milano gridando 'siete saponette mancate' e a Bologna dove hanno impedito a persone con la bandiera ucraina di manifestare. A Roma ci sono stati altri scontri, il 25 aprile muore qui oggi, 25 aprile 2026, vergognatevi", ha aggiunto la Concia. 

Uno degli ultimi avvenimenti a Milano, dove la Brigata ebraica è stata cacciata dal corteo a causa della protesta di militanti pro Pal e del Carc ed è stata quindi scortata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa lungo via Senato in direzione piazza Cavour, scelta come via d'uscita dopo le pesanti contestazioni che hanno bloccato il corteo per oltre un'ora e mezza. A confermarlo il dem Emanuele Fiano: "È una sensazione orribile essere espulsi da un corteo che dovrebbe celebrare la libertà. Ci hanno urlato anche 'siete solo saponette mancate'". Intanto, un gruppo di contestatori ha continuato a seguire la Brigata, urlando "Palestina libera dal fiume fino al mare". 

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Brigata ebraica cacciata dal corteo a Milano durante le celebrazioni per il 25 aprile, dopo le proteste di militanti pro Pal e del Carc. "Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro": a dirlo Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo. "Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così", ha aggiunto.

A cura di Fabio Rubini

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Attivisti dei movimenti pro Pal hanno contestato la Brigata Ebraica all'interno del corteo del 25 Aprile a Milano, in corso Venezia. "Fuori i sionisti dal corteo", "Assassini" gli slogan urlati dai filo palestinesi ai manifestanti che sfilavano sotto il vessillo della Brigata. Le forze dell'ordine sono intervenute separando le parti e in precedenza per sgomberare il blocco che un gruppo di militanti del Carc aveva fatto per impedire il passaggio alla Brigata.