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Reggio Calabria, si fingono Nas e ammanettano un uomo: smantellata gang del terrore

mercoledì 29 aprile 2026
1' di lettura

 A Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, smantellata una gang composta da cinque giovani tra i 20 e i 22 anni: tre ai domiciliari, per altri due obbligo di firma. L’inchiesta della Procura di Palmi parla di associazione per delinquere, sequestro di persona, atti persecutori e detenzione di armi. Il gruppo prendeva di mira persone fragili, sottoposte a pestaggi, umiliazioni e minacce, spesso riprese con il cellulare e condivise. Tra gli episodi più gravi, quello avvenuto a Melicucco: fingendosi militari del Nas, alcuni indagati sono entrati in casa di una vittima, lo hanno immobilizzato e ammanettato al letto, picchiandolo e puntandogli una pistola alla tempia.

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Eithan Bondi, ecco il momento degli spari del 25 aprile

Un video di sorveglianza di circa 30 secondi ha immortalato l’azione del 21enne Eithan Bondi durante gli spari avvenuti il 25 aprile scorso a Roma, a margine della manifestazione dell’Anpi per la Festa della Liberazione.Le immagini, riprese dalle telecamere di via Ostiense, mostrano l’arrivo del giovane a bordo di uno scooter bianco con casco decorato.

Bondi si ferma, punta una pistola a softair contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, due iscritti all’Anpi di 62 e 66 anni, e fa fuoco. Subito dopo si dà alla fuga in direzione di Piramide Cestia, percorrendo via delle Sette Chiese.Il 21enne è stato fermato dalla Polizia e trasferito nel carcere di Regina Coeli. È accusato di tentato omicidio.

Secondo quanto emerso, Bondi avrebbe ammesso le proprie responsabilità durante gli interrogatori.I due feriti hanno riportato lesioni lievi. L’episodio è avvenuto al termine del corteo e dei comizi organizzati dall’Anpi nei pressi del parco Schuster, in zona via Ostiense.La Procura di Roma ha disposto il fermo e ora attende la convalida da parte del gip, che procederà con l’interrogatorio di garanzia. Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti anche grazie alle immagini delle telecamere, che si sono rivelate decisive per l’identificazione e l’arresto del giovane.Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sul movente, anche se le vittime avevano riferito che gli spari sembravano legati al fatto che indossassero i fazzoletti dell’Anpi.

Ecco i nuovi passaporti con l'immagine di Trump

Il Dipartimento di Stato degli Usa ha approvato un’edizione limitata di passaporti commemorativi per celebrare i 250 anni della nazione, con l’immagine del presidente Donald Trump. Sarà il primo presidente ancora in vita a comparire su un documento ufficiale di viaggio. Il progetto, in discussione da mesi, ha ricevuto il via libera definitivo lunedì sera. Prevista una tiratura tra i 25 e i 30 mila esemplari, che saranno disponibili a Washington poco prima del 4 luglio, festa dell’Indipendenza. Il passaporto commemorativo sarà quello rilasciato automaticamente a chi farà richiesta di persona nella capitale, mentre chi vorrà il formato standard dovrà presentare domanda online o in altri uffici.

25 aprile, spari a Roma: fermato un 21enne per tentato omicidio

Svolta nelle indagini per gli spari del 25 aprile nei pressi del parco Schuster a Roma, durante la manifestazione dell’ANPI. È stato fermato un ragazzo di 21 anni, che ha dichiarato di far parte della “Brigata Ebraica”, accusato di tentato omicidio e detenzione di armi. Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe fatto fuoco più volte con una pistola ad aria compressa contro una coppia che indossava il fazzoletto dell’Anpi, senza mai scendere dallo scooter, ferendo lievemente Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. Decisive per l’identificazione le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno permesso alla Digos di ricostruire gli spostamenti del sospettato e risalire anche alla targa del mezzo utilizzato. Le ferite riportate sono risultate lievi, ma la dinamica e la distanza ravvicinata dei colpi hanno portato la procura a contestare il tentato omicidio, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un possibile movente politico legato alla giornata del 25 aprile.

Incriminato l'ex FBI Comey: presunte minacce a Trump

Svolta senza precedenti negli Stati Uniti: per la prima volta un ex direttore dell’FBI finisce sotto accusa con l’ipotesi di minacce di morte al presidente. Protagonista della vicenda è James Comey, incriminato da un gran giurì della North Carolina per un controverso post pubblicato su Instagram. Al centro delle accuse, un’immagine risalente a un anno fa che mostrava conchiglie disposte a formare i numeri “86 47”. Secondo l’interpretazione dei magistrati, il numero 86 indicherebbe “eliminare”, mentre il 47 farebbe riferimento all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il post, poi rimosso, era stato subito contestato da esponenti repubblicani. Ora l’incriminazione formale: due capi d’accusa, tra cui minaccia di morte e trasmissione di comunicazioni minatorie. Comey respinge ogni addebito e si dice fiducioso nella giustizia federale, ribadendo la propria innocenza e denunciando un uso improprio del Dipartimento di Giustizia.