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Marco Rubio incontra Leone XIV dopo gli attacchi di Trump al Papa

giovedì 7 maggio 2026
2' di lettura

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, è giunto in Vaticano. L'auto con a bordo Rubio e il suo seguito è entrata dall'arco delle Campane, percorrendo via della Conciliazione, blindata dalle forze dell'ordine e transennata. Rubio ha incontrato Papa Leone XIV e il Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, dopo le dure parole di Donald Trump nei confronti del Pontefice. L'obiettivo, infatti, è quello di allentare le tensioni nate tra il presidente Usa e Leone XIV sulle posizioni relative all'Iran, alla guerra e all'immigrazione. Leone XIV aveva replicato accusando il presidente americano di travisare le sue parole, ribadendo di voler soltanto "predicare il messaggio biblico della pace". Il capo della diplomazia Usa incontrerà anche la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, entrambi intervenuti nei giorni scorsi a difesa del Pontefice. Il faccia a faccia tra il Pontefice e Rubio è durato oltre due ore e trenta minuti. Si è trattato - riferiscono fonti Usa - di un "incontro amichevole e costruttivo". Lo stesso Rubio ha spiegato: "Ho incontrato Papa Leone XVI per sottolineare il nostro impegno comune per promuovere pace e dignità umana". 

Il Papa ha poi regalato al segretario di Stato Usa una penna di legno d'olivo perché "l'olivo è una pianta di pace". Dalle immagini diffuse dai media vaticani si sente Rubio, al suo arrivo alla biblioteca del Pontefice, ricordare di essere già stato in visita da Leone "un anno fa". Al che, il Papa ha detto che si trattava di un anno "meno dieci giorni". Era il 18 maggio 2025.

Nel frattempo il presidente della Cei, Matteo Zuppi, intervenendo a SkyTg24, ha affermato: "Spero che Papa Leone XIV sia più ascoltato quando dice che bisogna fare il cessare di fuoco. Mi auguro che venga preso sul serio e che invece di continuare con le guerre si scelga la via della pace. La chiesa cattolica è straordinaria perché unisce ed è universale. Non ne sono nulla, quindi non posso dire nulla. Ma credo che ci sia un legame che al di là delle turbolenze. Questo legame va rafforzato anche se ci sono state turbolenze e incomprensioni. Per questo esiste questa enorme arte di riannodare i fili. La diplomazia qualche volta è addirittura vista come inutile, invece è decisiva per superare per andare al di là di contrapposizioni, incomprensioni o anche pareri diversi. Se ci si spiega se c'è dialogo, va sempre bene". 

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