"Anche in ginocchio Giorgia Meloni è più alta di lui": l'affondo di Pietro Senaldi contro Francesco Silvestri, capogruppo M5s alla Camera, dopo gli insulti sessisti rivolti in aula al premier.
"Quello che voi non riuscite ad accettare è che c'è una persona che, senza mai indossare delle ginocchiere, è arrivata dove è arrivata, senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie": la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha detto nella replica alle comunicazioni al Parlamento, in riferimento a quanto dichiarato in aula dal deputato Francesco Silvestri, capogruppo M5s in commissione Esteri.
Silvestri ha attaccato la premier dicendo: "Presidente Meloni, lei qui si è vantata che si siederà davanti a Donald Trump al summit Nato avendo portato al 2,8 per cento del Pil le spese in difesa, con un aumento dello 0,7% del Pil: che c'è, si vergogna a dire la cifra? Gliela dico io: sono 16 miliardi in più. Evviva i patrioti. Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader in una condizione sociale completamente diversa e spero che tra qualche mese arriverà".
Piccata e indignata la risposta di Meloni, che alzando il tono della voce ha chiosato:"È questo che vi dà fastidio? Vi dà fastidio che la prima donna Presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla". Poco prima, riferendosi alla deputata dem Laura Boldrini, aveva puntualizzato: "Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo 'signor presidente'. So che la collega Boldrini su queste materie è molto mobilitata, da sempre rispetto il suo punto di vista, che non condivido. Però mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere".
"Le parole pronunciate da Silvestri sulle ginocchiere rappresentano un livello di confronto politico inaccettabile e indegno delle istituzioni repubblicane. L'allusione contenuta in quella espressione richiama stereotipi offensivi e colpisce non solo il Presidente del Consiglio, ma il principio stesso secondo cui il merito, il consenso e il percorso politico debbano essere riconosciuti senza insinuazioni sessiste o degradanti - ha commentato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami -. Come ha dichiarato il Presidente Meloni nella sua replica, la sinistra non riesce ad accettare che c'è qualcuno che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata a ricoprire quel ruolo senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie. E ai difensori della dignità della donna a corrente alternata dà fastidio che la prima donna premier in Italia sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla. Quando il linguaggio politico scivola nell'insulto personale e nella delegittimazione attraverso riferimenti umilianti, viene meno il decoro richiesto a chi ricopre un mandato parlamentare. Per queste ragioni chiediamo formalmente alla Camera dei Deputati di valutare l'applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento e di disporre la sospensione del deputato Francesco Silvestri per la gravità delle espressioni utilizzate. Allo stesso tempo, riteniamo che un gesto di responsabilità politica imporrebbe allo stesso Silvestri di rassegnare le proprie dimissioni".
Indignata anche la vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Augusta Montaruli: "Quello che è ancora più grave è che queste ignobili allusioni sessuali abbiano raccolto gli applausi dei deputati e delle deputate del gruppo M5s. Dove sono le femministe di sinistra e che rispetto hanno delle donne le plaudenti deputate pentastellate? Mi attendo non solo le scuse di Silvestri, ma soprattutto la condanna netta di Elly Schlein, che ricorda di essere donna soltanto quando le conviene. E soprattutto la censura di Giuseppe Conte, il quale non può rimanere a guardare e deve prendere decisioni perentorie contro il sessista Silvestri: va espulso perché è inammissibile quanto è accaduto ed è stato detto oggi nell'Aula della Camera dei deputati".
Dal Pd, invece, si è levata per ora solo la voce di Anna Ascani, vicepresidente della Camera, che presiedeva l'Aula durante l'intervento di Silvestri. "Approfitto di essere tornata a presiedere per scusarmi con l'aula: se avessi colto nelle parole dell'onorevole Silvestri il senso che qui è stato poi descritto naturalmente sarei intervenuta - ha detto, provando a correre ai ripari -. Evidentemente così non è stato. Valuterà il collega se chiarire o meno quelle parole, a me tocca però mantenere l'ordine in quest'aula e dunque mi scuso per quello che evidentemente è stato colto come una mia mancanza". E ancora: "Ripeto, non ho colto quel senso e di questo mi scuso. Mi scuso per quel che riguarda me, ognuno poi farà quello che ritiene". Il leader del M5s Giuseppe Conte, invece, incalzato dai cronisti in Transatlantico, è intervenuto in difesa di Silvestri: "Nessuna offesa personale. È ovvio che è una critica dovuta al fatto della subalternità. Quindi non c'è nulla da speculare".
Infine, l'intervento del diretto interessato, che si è giustificato così: "Ho visto che si è alzato un grande polverone per quelle che sono state le mie parole sul termine 'ginocchiera' che è stato associato, evidentemente in malafede, a una questione sessista cosa che non è". E ancora: "Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu. Mi sembra piuttosto evidente che la questione fosse legata alla postura politica del governo e non a una questione sessista anche perché faccio notare che purtroppo la storia del nostro paese è fatta di persone che si sono inginocchiate politicamente, ma soprattutto sono stati uomini, alla criminalità organizzata, agli elementi di speculazione sulle politiche abitative, ai lobbisti delle armi. La nostra storia è fatta di uomini che si sono inginocchiati politicamente".
Poi ha ribaltato la questione: "Io capisco che c'è stato un elemento che si vuole cavalcare per distrarre da quelli che sono stati i contenuti veri di questo dibattito parlamentare. Quello che posso dire è che il questore Trancassini ha detto di voler aprire un'istruttoria. Io verrò con molto piacere a difendermi e anche nell'aula della presidenza. Conosco benissimo il gioco delle parti e della speculazione politica. Io posso dire che mi dispiace per qualsiasi persona in buona fede che abbia frainteso; per il resto per chi ha voluto farlo in chiave speculativa come diceva Michelangelo 'la malizia è negli occhi di chi guarda'. Quindi non posso farci assolutamente nulla".
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Un edificio in fiamme, macerie e auto distrutte: giovedì l'Iran ha attaccato il Bahrein e - anche se i colpi sono stati intercettati - i detriti residui hanno provocato il ferimento di una bambina di 11 anni e danni nella capitale Manama e a Hamad Town. Gli attacchi iraniani arrivano nell'ambito di una ripresa delle tensioni tra Teheran e Washington. Nella mattinata di giovedì gli Stati Uniti hanno lanciato una seconda serie di raid aerei contro l'Iran, a cui la Repubblica islamica ha risposto con attacchi mirati contro il Bahrein, il Kuwait e la Giordania.
Papa Leone XIV ha inaugurato e benedetto la Torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia a Barcellona, nel centenario della morte di Antoni Gaudí, durante una messa solenne alla presenza delle autorità spagnole. Il Pontefice ha affermato che non si può credere in Gesù e fare la guerra né uccidere innocenti, invitando alla difesa dei più deboli. Leone XIV ha sottolineato che la Sagrada Familia è diventata la chiesa più alta del mondo non per primato, ma come guida spirituale e segno di unità. Ha inoltre ricordato che la basilica è ancora in costruzione e rappresenta un simbolo del cammino della fede e della concordia. Nel corso della visita a Barcellona ha incontrato detenuti e realtà sociali, richiamando il valore dell’integrazione e dell’accoglienza. La giornata si è conclusa con l’accoglienza dei fedeli lungo il tragitto in papamobile verso la basilica.
Terza edizione della piattaforma istituzionale di Liliy dedicata al dialogo con le associazioni pazienti, sedici realtà nazionali, rappresentative di oltre 20 milioni di pazienti, incontrano oggi i rappresentanti dell'istituzione di governo al MOMEC di Roma. Al centro del confronto, le proposte di polis elaborate dalle associazioni per il testo unico della legislazione farmaceutica, su temi quali accesso alle terapie, governance farmaceutica e semplificazione burocratica. Ad aprire il confronto, Ylenia Lucaselli, membro della quinta commissione bilancio tesoro e programmazione. “E’ importantissimo - ha detto Lucaselli a margine dell’incontro -essere qui e ascoltare le associazioni che rappresentano ognuna ovviamente una patologia diversa, ma nel loro insieme i problemi di chi è malato cronico ed è questo l'elemento fondamentale che è emerso oggi e del quale ci dobbiamo preoccupare perché dobbiamo fare in modo innanzitutto che la sanità sia una sanità giusta, cioè uguale su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto che sia rispondente alle necessità odierne di questi pazienti. Il governo - ha proseguito - ha fatto tanto, ma ancora tantissimo c'è da fare e in tutto questo però diventa essenziale che le associazioni abbiano la possibilità di confrontarsi, di dialogare e di parlare con i rappresentanti istituzionali del governo, ma anche con la conferenza Stato regioni perché tanto di queste politiche sanitarie e soprattutto per i pazienti cronici passa in realtà attraverso le regioni, di questo ci facciamo carico come Fratelli d'Italia e ovviamente porteremo avanti questa battaglia insieme alle associazioni. Io credo che sia fondamentale da oggi e per il futuro renderci conto che la politica sanitaria è prima di tutto politica sociale, è quella che arriva subito al cittadino, che riesce a dare le risposte e che deve dare le risposte, perché ogni paziente che viene curato e quindi viene portato fuori dal sistema sanitario nazionale è in realtà una ricchezza per i conti pubblici, quindi sì assolutamente le due cose sono conciliabili, bisogna ovviamente continuare a lavorarci. Proposte che le associazioni chiedono ora siano messe in campo affinché la voce dei pazienti diventi parte integrante dell'attività legislativa: “Io - ha spiegato Matilde Siracusano Sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento - svolgendo un ruolo di coordinamento tra governo e Parlamento nell'ambito dei provvedimenti legislativi mi sono assunta l'impegno con loro di coinvolgerli maggiormente nel processo di istruttoria delle leggi che li riguardano direttamente attraverso la convocazione in commissione, in audizione quando si svolgeranno dei provvedimenti di loro interesse, quindi anche di metterli in contatto in maniera più frequente con le commissioni, con il Presidente di Commissione Sanità di Camera e Senato, ecco questo è l'impegno che ho voluto assumermi in base appunto alle mie specifiche competenze. Ospite speciale l’atleta Paralimpico Davide Bendotti, testimonial Lilly per Milano Cortina 2026, e protagonista di una storia, la sua, che parla di rilancio e speranza per il futuro “Io tendenzialmente non mi reputo un maestro di vita - ha detto Bellotti - non sono qui per insegnare nulla a nessuno, però magari con il racconto della mia storia posso stimolare diverse persone magari a credere di più in se stessi e non abbandonare quando l'abbandono sembra la cosa più facile da fare, ma svegliarsi tutti i giorni e cercare dei nuovi stimoli e delle nuove motivazioni per un po' rifiorire come ho fatto io”