Ha preso il via all'Auditorium della Conciliazione di Roma la seconda e ultima giornata dell'assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. E il generale ed europarlamentare, uscito dalla Lega pochi mesi fa per intraprendere l'avventura in solitaria, scalda ancora gli animi e il dibattito politico.
"Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità", ha spiegato Vannacci ai giornalisti a margine dell'assemblea.
"Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c'è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri", ha aggiunto.
"Mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e ci riusciremo", ha quindi risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla remigrazione. "Stipluerei accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti", ha aggiunto. "Siamo pronti alle votazioni anche domani. Non è un problema di tempo per noi. Già da un po' si ventilava l'ipotesi di un voto anticipato".
"La premier decida la data, Futuro Nazionale è già pronto, è già in trincea", assicura il generale. "L'Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all'Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi. Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell'Italia, quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l'Italia, noi dobbiamo cercare la pace".
Sono due milioni - secondo El Pais - i sostenitori della nazionale spagnola che a Madrid hanno festeggiato la Roja campione del mondo. Le Furie Rosse, dopo avere percorso diverse strade del centro della capitale su un bus scoperto, hanno celebrato il titolo con i propri tifosi a Plaza Cibeles, tradizionale luogo di ritrovo per i festeggiamenti della Nazionale iberica. Nel pomeriggio i campioni avevano fatto visita alla Zarzuela, dove erano stati ricevuti dal re Felipe VI, e poi si erano recati alla Moncloa per l'incontro con il premier Pedro Sanchez.
Migliaia di tifosi argentini hanno accolto a Buenos Aires la nazionale di calcio, sconfitta dalla Spagna 1-0 nella finale dei Mondiali. I supporter dell'Albiceleste hanno sfidato il freddo e la pioggia per ringraziare comunque la squadra, che dopo il successo in Qatar nel 2022, si è mantenuta ai vertici delle competizioni internazionali.
Nuovo maxi sequestro di cocaina al porto di Vado Ligure, nel Savonese. I militari del Comando Provinciale di Savona, con la collaborazione dei colleghi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Genova, ed unitamente ai funzionari del Sezione Antifrode dell’Ufficio ADM Liguria3 di Savona, hanno individuato un quantitativo complessivo di oltre 770 Kg di sostanza stupefacente che, a seguito di analisi speditiva effettuata al momento del controllo, è risultata essere cocaina purissima. L’ingente partita di droga era abilmente occultata fra decine di pallet di banane, all’interno di un container frigo proveniente da uno dei principali porti dell’Ecuador.
Per il quinto giorno consecutivo, centinaia di persone, soprattutto giovani, sono scese in piazza a Kiev per protestare contro il rimpasto di governo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e contro la destituzione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Il radicale rimpasto di governo, che ha comportato la destituzione di Fedorov e la nomina di un nuovo primo ministro, ha destabilizzato i vertici militari del Paese e ha scatenato un'ondata di indignazione nell'opinione pubblica.