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Festa dell'Unità, la maglietta regalata a Schlein: i soliti comunistii

mercoledì 24 giugno 2026
2' di lettura

Magna magna Pd. No, i soldi non c'entrano. O perlomeno solo in parte: c'entra, piuttosto, il rituale eterno delle Feste dell'Unità, che tra un noioso dibattito estivo e una bancarella di libri conferma anche nel 2026 il suo vero core business: gli stand gastronomici.

La segretaria Elly Schlein martedì sera si è sottoposta alla classica "spremuta di gente", per dirla con le mitologiche parole di Alessandro Di Battista: il tradizionale giro tra i militanti dem alla Festa dell'Unità di Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio-Latino a Roma. Elly ha visitato le cucine, ricevendo il saluto dei cuochi indaffarati, ha ricevuto in dono una maglia raffigurante Nilde Iotti (il Pantheon ex comunista non cambia mai) e ha augurato "buon appetito" ai partecipanti. Molti di loro, c'è da giurarlo, alla patrimoniale preferirebbero una buona carbonara.

Schlein, aspirante leader e candidata premier del campo largo (ma la strada è lunga, stretta, tortuosa e disseminata da sassolini piazzati sul cammino anche da esponenti dem), ha quindi arringato la folla entrando già in modalità campagna elettorale: i prossimi "non saranno mesi facili. Dopo aver perso il referendum e dopo aver riunito l'alleanza progressista la destra ha capito che siamo competitivi e ha paura di perdere, per questo sta cercando di cambiare la legge elettorale e noi dobbiamo fare muro in Parlamento e nel Paese insieme alle altre opposizioni, perché hanno paura e saranno più aggressivi". 

Un ritornello che sentiremo spesso, in queste sere d'estate: l'appuntamento finale con la Festa dell'Unità nazionale è previsto a Reggio Emilia, dal primo al 13 settembre. Prima però ci saranno decine di feste cittadine, su tutto il territorio. "Ci sono quelle più solide e gettonate, ma io vi chiedo di coprire tutte le feste dell'Unità", è la missione che Schlein ha affidato ai big del Nazareno parlando martedì pomeriggio alla direzione Pd.

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"E' necessario in questo momento per la politica trovare risposte a un mercato del lavoro che rischia di essere impreparato rispetto a tutte le novità che sta portando nella nostra società l'intelligenza artificiale: il rischio di perdita di posti di lavoro ma anche l'impatto su come concepiamo il futuro della nostra società". Così l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini a margine di un dialogo con il segretario della Cgil Maurizio Landini dedicato all'intelligenza artificiale e all'enciclica di Papa Leone XIV 'Magnifica humanitas', oggi a Palazzo Merulana a Roma. "Siamo in un netto ritardo, abbiamo perso il treno di tutto quello che è stata la rivoluzione legata all'informatica. Adesso rischiamo di essere in ritardo, anzi già lo siamo sulla sfida dell'intelligenza artificiale, però non è troppo tardi. L'importante è che l'Europa dia una risposta univoca e coesa, una sfida che riguarda la sovranità e l'indipendenza tecnologica dell'Europa rispetto al resto del mondo", insiste ancora l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate, che poi dedica una riflessione anche sul tema delle alleanze all'interno del campo largo: "Il centrosinistra deve dimostrare di saper dare risposte ai cittadini che è quello che stanno aspettando. Soprattutto per far sapere qual è l'alternativa a questo governo. Quindi saper trovare all'interno di tutte le forze che compongono il centrosinistra una riforma possibile per il Paese, un futuro possibile del Paese senza concentrarsi troppo sui nomi, sui veti o quello a cui stiamo assistendo", ribadendo come la vera necessità, oggi per il centro sinistra, sia quella di parlare di "una prospettiva, di un programma" per il Paese e non di leader. "Mi auguro che il centrosinistra che ha nella sua storia, e alle sue spalle una bellissima canzone di Ivano Fossati che è 'Una canzone popolare' - osserva ancora Ruffini - non atterri poi su un 'Vengo anch'io, no tu no' di Jannacci che era un bravissimo cantante. Bisogna concentrarsi su temi e soluzioni e su risposte che i cittadini si aspettano". Con lui, in dialogo, Maurizio Landini, che a margine dell'evento ha commentato così il tema dell'incontro: "L'intelligenza artificiale insieme al digitale, insieme alla robotica, stanno cambiando il lavoro. Ma credo che il punto fondamentale è che l'intelligenza artificiale deve essere al servizio dell'intelligenza umana. Al centro deve rimanere la persona, questo secondo me è il punto di fondo: al centro deve rimanere il lavoro, deve rimanere la giustizia sociale".

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Trasgrediti gli obblighi della misura alternativa è stato condannato a scontare il resto della pena a Rebibbia. Qui l’impegno, lettera dopo lettera, contro il sovraffollamento carcerario e la scelta di prendere parte a Futuro Nazionale. “Il mio impegno in politica sarà quello di cambiare le cose e per questo ho fatto scelte controcorrente. Così le cose non possono andare". Questo impegno lo farò con Vannacci perché è la persona che rompe gli schemi in questo momento. Vedrò Vannacci questa sera a cena. Di cosa parleremo? ci confronteremo su molte cose. Su alcune non sono d’accordo ma secondo me lui è un volto nuovo e una speranza nuova”. Alemanno dichiara di non cercare ruoli o posti nelle istituzioni, né di candidarsi di nuovo a sindaco di Roma.

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