Un bambino di 11 anni ha travolto con un pickup un gruppo di monaci che stava compiendo un pellegrinaggio a piedi nel nord-est della Thailandia causando la morte di 8 persone. In tutto, 35 monaci della provincia di Mukdahan, situata a circa 600 chilometri a nord-est della capitale Bangkok, stavano partecipando al pellegrinaggio. Cinque monaci sono morti sul luogo dell'incidente, mentre altri tre sono deceduti in ospedale, secondo quanto riferito dal governatore della provincia, Worrayan Boonnarat. Altri 14 sono stati ricoverati, di cui quattro in condizioni critiche. Il gruppo aveva iniziato il cammino di 260 chilometri verso la provincia di Ubon Ratchathani circa 30 minuti prima dell'incidente. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, diffuse dall'associazione locale di soccorso Ruam Jai Mukdahan Rescue Association, mostrano i monaci che camminano in fila indiana sul bordo della strada, poco prima che il pickup li investa. La polizia locale ha dichiarato che il bambino si trova in custodia e sarà interrogato non appena arriveranno gli operatori dei servizi statali per la tutela dei minori. Le autorità hanno precisato che le cause dell'incidente sono ancora in fase di accertamento. Secondo le testimonianze raccolte tra i monaci sopravvissuti, il veicolo avrebbe iniziato a sbandare prima di uscire dalla carreggiata e travolgere il gruppo.
All’alba, supportati da un elicottero del 10° NEC Olbia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di quattro persone gravemente indiziate di aver messo in piedi un complesso e redditizio meccanismo finalizzato ad aggirare la normativa nazionale sull'immigrazione. Il provvedimento dell'Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre degli indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il quarto. I reati, contestati a vario titolo a tutti i soggetti coinvolti, comprendono il concorso in favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione e della permanenza illegali di numerosi extracomunitari nel territorio nazionale e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. L'operazione scaturisce dagli esiti di un'indagine condotta dai Carabinieri del NOR della Compagnia di Siniscola avviata nell’aprile 2025, che ha permesso di scoprire un vero e proprio mercimonio ruotante attorno alle pratiche anagrafiche e per l'immigrazione. Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero sistematicamente predisposto contratti fittizi di locazione e di comodato d’uso, accompagnati da false dichiarazioni di ospitalità. Tale impianto documentale illecito sarebbe stato il passaggio propedeutico fondamentale per consentire a molti cittadini extracomunitari di ottenere un'iscrizione fittizia all'anagrafe del Comune di Orosei, requisito formale necessario per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno, nonché per pratiche di ricongiungimento di familiari extracomunitari ancora all’estero. Finora, le indagini hanno accertato l’ingresso e la permanenza illegale a Orosei di almeno 26 cittadini originari di Marocco, Tunisia ed Egitto, ma il numero appare riduttivo rispetto alla realtà, essendo le indagini tuttora in pieno corso. Il sodalizio criminale si sarebbe avvalso della connivenza di due proprietari di immobili a Orosei (NU), di un dipendente di un locale CAF e, fatto ritenuto di particolare gravità, del concorso materiale di taluni impiegati pubblici, attualmente indagati ma non raggiunti da misure cautelari. Lo sfruttamento della condizione di irregolarità dei migranti avrebbe generato profitti ingenti: per ogni richiesta gestita, gli indagati avrebbero richiesto alle persone di provenienza extracomunitaria un compenso variabile tra i 500 ed i 5.200 euro, spartendosi poi il ricavato.
Diversi soccorritori di vari Paesi sono al lavoro in Venezuela per il salvataggio di un vigilante sulla quarantina che si trova vivo dopo 8 giorni sotto le macerie di un edificio crollato a Catia La Mar, nello Stato di La Guaira, a seguito del violento doppio terremoto dello scorso 24 giugno. Al lavoro ci sono soccorritori di Cile, El Salvador, Messico, Costa Rica, Usa e Portogallo. Hernán Gil, questo il nome dell'uomo, è ancora in vita grazie a un sistema di supporto vitale improvvisato, con cui le squadre gli forniscono aria attraverso un tubo e lo idratano tramite un sondino. Viene inoltre monitorato attraverso una videocamera. I vigili del fuoco cileni hanno pubblicato un video in cui l'uomo si vede a un certo punto guardare verso la videocamera: ha un occhio rosso e indossa la mascherina.
Due persone si sono arrampicate sull’antenna dell’Empire State Building e hanno srotolato uno striscione sul “potere dell’amore”, apparentemente nell’ambito di un’audace proposta di matrimonio in quota — seguita poco dopo dal loro arresto. Vestiti di nero e con indosso delle maschere — ma, a quanto pare, senza imbracature di sicurezza — i due si sono mantenuti in equilibrio su una stretta sporgenza in cima all’antenna del grattacielo newyorkese. Lo striscione, con la scritta "quando il potere dell’amore vince sull’amore per il potere, il mondo conosce la pace", sventolava dalla struttura, che si erge a 443 metri sopra Midtown Manhattan. I due poi hanno iniziato a scendere, facendosi strada lungo la struttura metallica a traliccio fino a una sporgenza più ampia, dove uno dei due sembrava aver sistemato un’attrezzatura fotografica e si è inginocchiato. Gli agenti dell’Unità dei Servizi di Emergenza della Polizia hanno iniziato a salire una scala lungo la struttura esile per intercettarli. Il video della telecamera indossata da un agente mostra l'arresto della coppia.
"Ci occuperemo del diritto di cittadinanza per nascita (birthright citizenship)". Lo ha detto Donald Trump, parlando in North Dakota, riguardo alla decisione di martedì della Corte Suprema. "Non era stato ideato per i ricchi cinesi, ma per i figli degli schiavi", ha aggiunto il presidente.