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Messina, palazzina crollata: estratto un corpo, 5 dispersi. Il sospetto sulle cause

venerdì 31 luglio 2026
2' di lettura

Recuperato il primo corpo sotto le macerie dell'edificio crollato giovedì a Messina: è dell'imprenditore Carmelo Leone. La salma è stata portata all'obitorio del Policlinico per il riconoscimento ufficiale. I dispersi nella tragedia avvenuta nel rione Pistunina di Messina restano cinque: oltre a Leone mancano all'appello le sue sorelle Sara e Rosa, il marito di quest'ultima Santino Magazzù, e un domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. La sesta dispersa è una commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano, la messinese Alessandra Frazzica.

"E' una città ferita che, comunque, si sta stringendo attorno a una tragedia importante, e in questi momenti si è concentrati sulla fase della ricerca - sono state le parole del sindaco di Messina Federico Basile -. Aspettiamo il lavoro costante, speriamo sempre nei miracoli", dice ancora parlando con i cronisti sul luogo del crollo. Alla domanda se è esclusa l'ipotesi della esplosione prima del crollo, Basile dice: "Abbiamo fatto il punto con i vigili del fuoco, sicuramente è prematuro. La Procura sta già avviando le indagini con tutti gli elementi della tragedia. La sensazione è di una scena in cui non ci sono segni evidenti di una esplosione, ma lo dico in maniera semplice e banale rispetto al lavoro che stanno facendo, molto meticoloso". E aggiunge: "Stamattina ho avuto un contatto con alcuni familiari, anche ieri sera. In attesa di conoscere l'esito di eventuali ritrovamenti. Siamo in un clima di attesa...". 

Nel frattempo la Procura di Messina ha aperto un fascicolo d'inchiesta per disastro colposo, al momento contro ignoti. A confermarlo è il procuratore Antonio D'Amato, che si è recato sul luogo del disastro insieme alla pm di turno Anita Siliotti e al comandante provinciale dei Carabinieri Lucio Arcidiacono per i primi accertamenti. Al centro delle indagini vi sono le cause del cedimento strutturale dell'edificio e l'eventuale ruolo dei lavori di ristrutturazione in corso al piano terra per l'apertura di un supermercato. Determinante sarà anche il rapporto tecnico dei Vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e nelle verifiche sulla stabilità della struttura. E' già stato messo sotto sequestro uno dei pilastri dell'edificio, completamente distrutto dal cedimento, conservandolo all'interno di un cassone per consentire gli accertamenti tecnici. Il reperto sarà sottoposto ad analisi per verificare le condizioni della struttura portante e acquisire elementi utili a chiarire le cause del collasso dell'immobile.

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I due uomini sono stati individuati dagli agenti a Ostia, dove avevano trovato rifugio nella casa di una terza persona. La polizia li ha beccati dopo alcune ore di appostamento, quando uno dei due è uscito da un palazzo e si è avvicinato alla moto, parcheggiata a breve distanza. Alla richiesta dei poliziotti di identificarsi, lui avrebbe mentito per sviare le indagini. Gli agenti, però, hanno insistito e sono riusciti a entrare nell'abitazione sospetta grazie all'aiuto dei vigili del fuoco, visto che il proprietario negava loro l'ingresso.

Una volta dentro, gli investigatori hanno perquisito la casa, trovando i caschi utilizzati dai due durante la tentata rapina, gli stessi immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Dopo alcune ore di ricerche, poi, è stato trovato anche il secondo uomo che nel frattempo si era rifugiato a casa dei genitori a Roma. I due sono stati trasferiti a Regina Coeli. Invece per la vittima, portata in ospedale dopo l'assalto, la prognosi è di 5 giorni.

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