"Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C'è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell'attentato medesimo". Così l’avvocato Arturo Cola, difensore di Valter Lavitola, davanti al carcere romano di Rebibbia dove è in corso l'incontro con il suo assistito e fare il punto in vista dell’udienza al Tribunale del Riesame. Il penalista ha poi aggiunto: "A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull'attentato". "C’è stato un incontro del 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò il dottor Ranucci dei pericoli che correva sui possibili attentati, questo un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo", ha detto ancora l’avvocato Arturo Cola. "Lavitola ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato, sulle valutazioni non ci soffermiamo", ha aggiunto il legale. "Il non comment di mio padre (Sergio Cola, ndr), era riferito al fatto che deontologicamente non si può entrare nel merito di quanto emerso nell'interrogatorio di garanzia".
"Credo che l'obiettivo fosse chiaramente quello di spaventare i paesi occidentali, dissuadendoli dal sostenere l'Ucraina o dal recarvisi per manifestare solidarietà. Si trattava, inequivocabilmente, di un messaggio rivolto al mondo occidentale". Lo ha detto l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in merito al raid russo al treno al confine fra Ucraina e Polonia all'European Artic Summit. "Ritengo - ha aggiunto - che la questione, per noi, sia capire quale lezione trarre da quel messaggio: credo che dovremmo agire esattamente al contrario. Dobbiamo dimostrare di essere al fianco dell'Ucraina e di non lasciarci intimidire; altrimenti, la Russia otterrebbe ciò che vuole, ovvero la sottomissione dell'Ucraina. E, come ho già detto più volte, questo non è il loro obiettivo finale: le loro mire vanno ben oltre, quindi dobbiamo mantenere una posizione ferma".
“È una persona che si è impegnata tutta la vita per portare avanti quelli che erano i suoi ideali, per fare delle battaglie che per lei erano importanti. Le nazioni si costituiscono così, con la somma di tante persone che si impegnano, con la sua visione anche diversa su alcune battaglie magari diverse dalle mie, si riconosce sempre la purezza dell'impegno”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in visita alla camera ardente di Emma Bonino.
“L'ideologia politica in questo caso non c'entra - aggiunge - perché quando si lotta per i diritti individuali e collettivi per le libertà, credo che qui siano stati tutti d'accordo. L'esempio di Emma Bonino è unico. L'esempio di Emma Bonino e di Marco Pannella, per parlare di un suo compagno di vita, di tutte le persone con cui mi ha legato al di là del rapporto politico, un rapporto umano. Lei soprattutto, che arriva da un paese comune a dieci chilometri da quello da cui sono nato in profonda provincia di Cuneo, persone che vanno rispettate per il modo con cui hanno vissuto. La mia presenza qua oggi è per quello a rendere omaggio al modo con cui questo cittadino italiano ha portato avanti la sua vita e le battaglie di cui poi in qualche modo hanno voluto affettare”.
Domenica le Forze Armate yemenite hanno diffuso un filmato in cui si vedono quelli che hanno descritto come membri della propria aviazione militare mentre prendono di mira postazioni e veicoli degli Houthi. L’esercito ha poi rilasciato un video che mostrerebbe Othman Mujali, membro del Consiglio di leadership presidenziale dello Yemen, mentre ispeziona le forze della Seconda Brigata di Emergenza e inaugura un quartier generale di comando e controllo. Il conflitto nello Yemen si è intensificato domenica, quando le forze governative hanno lanciato attacchi contro i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran lungo il Mar Rosso e gli Houthi hanno aperto il fuoco verso la vicina Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita.
Il presidente americano Donald Trump ha espresso parere negativo in merito a un possibile rallentamento nello sviluppo dell'Intelligenza artificiale. "Siamo all'avanguardia rispetto alla Cina nell'intelligenza artificiale, siamo il Paese più avanzato al mondo. E francamente, voglio che rimanga così perché chi vince nel campo dell'intelligenza artificiale, vince", le sue parole a margine dell'Irish Open di Golf.