Milo Infante ricomincia da tre. A nemmeno nove giorni da Ferragosto il neo-condirettore di Videonews partirà con le sue prime due trasmissioni sulle reti Mediaset. Si comincia lunedì prossimo, 24 agosto, con Ore 11, la striscia quotidiana in onda su Rete4 dalle 10.50 alle 13.00 dal lunedì al venerdì. Sempre a partire dal 24 agosto, il conduttore sarà protagonista per due settimane anche nel pomeriggio di Canale 5 con Verità Nascoste - Il Diario, in onda alle 16.45 nella fascia abitualmente occupata da Gianluigi Nuzzi con Dentro la Notizia, che tornerà il 7 settembre. Milo farà, dunque, conoscenza anche con il grande pubblico pomeridiano della rete ammiraglia grazie a uno spin-off quotidiano del programma destinato dal 1 settembre alla prima serata di Rete4. Un effetto domino “sperimentale” che ha portato al trasloco di Bianca Berlinguer e della sua E’ sempre Cartabianca al mercoledì sera (dal 2 settembre). «La cosa più bella di tutto questo - ci ha detto Infante - è notare come sulle reti Mediaset l’approfondimento non vada mai in vacanza. In Rai troppe volte mi sono sentito rispondere di no per il solo fatto che d’estate non si poteva fare».
Milo, cosa dovremo aspettarci da questo tris di nuovi programmi praticamente già in partenza?
«Saremo sempre sulla cronaca strettissima. Con un po’ più di spazio per l’approfondimento e le notizie del momento che, per Ore 11, arriveranno direttamente dalla grande informazione Mediaset, con il Tg4 che farà da spartiacque all’interno della nostra stessa trasmissione del mattino. È un esperimento a cui teniamo moltissimo».
Mentre per il via pomeridiano su Canale 5 di Verità nascoste -Il diario cosa dovremo aspettarci?
«Anzitutto apprezzo tantissimo la grande voglia di sperimentare che dimostra l’azienda, dando fiducia a un volto poco conosciuto dal pubblico Mediaset. Non posso non ringraziare l’editore Berlusconi e il Direttore Generale Mauro Crippa per questa collocazione così importante sulla rete ammiraglia. Una opportunità straordinaria in una fascia che è prestigiosa ma anche difficilissima perché presidiata da molti anni ininterrottamente da La vita in diretta di Rai1 e in cui Gianluigi Nuzzi nella scorsa stagione ha avuto un’ottima performance. Certamente dietro la gratitudine per la grande opportunità, non nego che c’è anche una grande strizza...».
Quali sono le “verità nascoste” che certamente non potranno mancare in apertura?
«Senza voler spoilerare troppo, vorrei chiarire anzitutto che non ci saranno solo i grandi gialli come i casi Garlasco, Denise Pipitone o Angela Celentano che comunque restano ovviamente grandi verità nascoste. Però non sono le sole. Una verità da andare a scoprire è anche quella sulla società in cui viviamo oggi, dove un ragazzo fa un gesto di generosità e viene investito e ucciso dall’ex della ragazza che stava aiutando perché scambiato per il nuovo fidanzato. La verità nascosta sulla quale indagare è: in che cosa ci siamo trasfor mati se accadono storie simili?».
Le grandi tragedie dell’estate, dai bambini risucchiati nelle piscine alle persone affogate nei laghi troveranno spazio?
«L’Italia è un Paese che deve investire di più nel turismo. Per quel che riguarda le strutture servono regole certe, personale, investimenti che tutti i proprietari di alberghi devono fare e devono esserci i giusti controlli. Lo stesso vale per gli spazi naturali come i laghi con i divieti di balneazione da far rispettare o per i sentieri in montagna nei quali operano meritoriamente, tra gli altri, i volontari del FAI ma non bastano. Noi dobbiamo rendere il nostro Paese sempre più accogliente per i turisti e metterlo sempre più in sicurezza e certamente l’informazione può e deve avere un ruolo».
Il suo trasferimento a Mediaset è stato una delle chiavi di volta del telemercato. Ma lei oltre Monica Leofreddi ha portato con sé altri?
«Opinionisti e autori hanno scelto di seguirmi, eccezion fatta della mia ex capo progetto Claudia Manari che legittimamente ha scelto di restare a Roma per motivi personali.
Quello che era il mio gruppo di lavoro proprio da oggi si integrerà con dei professionisti straordinari della testata giornalistica Videonews».
La Rai come anti-Infante ha fatto una “mossa del cavallo” riportando Mi manda Rai3 in prima serata per due settimane. Che ne pensa?
«Credo che in Rai abbiano cose più importanti a cui pensare e non sia stata una controprogrammazione... Anche perché dalle settimane successive avremo contro Filorosso, poi ci saranno programmi di punta anche sui canali Mediaset come Le Iene su Italia 1, Floris su La7 e anche noi su Rete4. È evidente che la pluralità dell’informazione resta un valore importante».
A proposito di informazione, pluralismo, deontologia professionale. Che idea si è fatto sul caso Ranucci?
«Conosco Sigfrido per essere un bravissimo collega, una persona integerrima, vittima di questa vicenda fino a prova contraria. Ferma restando, dunque, la presunzione di innocenza, è chiaro che tu devi sapere con chi ti siedi a cena, specie se si tratta di un personaggio con un certo pedigree come Lavitola. Però, in tutta onestà, va riconosciuto che Lavitola è lo stesso che oltre Ranucci, ha abbindolato anche fior di editorialisti, direttori e uomini di cultura... Quindi anche su questo l’informazione deve essere completa».
Lei sarebbe andato a pranzo con Lavitola?
«Oggi le dico di no. Ma parlare dopo è facile... Però si deve fare una distinzione. A parte il fatto che io generalmente a cena vado con pochissimi amici e se parlo tendo a parlare con fonti istituzionali... Anche in quelle occasioni in cui, inevitabilmente, mi è capitato di incontrare e forse anche pranzare con pregiudicati che incontravo in quanto fonti...Diciamo che se mi avessero proposto qualsiasi altro tipo di affare avrei detto sicuramente: no, grazie... Detto ciò, però, davvero ci tengo a credere e voglio credere fino in fondo nella buona fede di Sigfrido Ranucci. Io, poi, per mia natura sono sempre garantista».
Però lei ha fatto arrabbiare Salvo Sottile che la credeva un amico e invece...
«Ma guardi mi creda se io le dico che non mi sono messo a riflettere nemmeno un secondo su quel messaggio di cui parla lui. Gli ho risposto istintivamente: “In bocca al lupo” con un pragmatismo lombardo-veneto più che con freddezza. Di certo eredita un programma che si chiama Ore 14, arrivato anche al 10% dopo essere partito dall’1,9%. Diciamo che piacerebbe anche a me ogni tanto ereditare situazioni... più facili. Ma, ripeto, qui a Mediaset ho la fortuna più grande: quella di avere molto spazio e di poter sperimentare. Con l’editore ci siamo dati appuntamento a Natale per fare il punto».