Le note del 'Va, pensiero' di Giuseppe Verdi, inno della Padania per i leghisti, hanno accompagnato la posa di una pianta di ulivo nel giardinetto di Pontida, in provincia di Bergamo, accanto al pratone dove sabato 19 e domenica 20 settembre si tiene il raduno della Lega. Presenti una decina di militanti con magliette e foulard verdi. "Questa è l'ampolla del 1996. Ho preso l'acqua quest'anno sul Po, sul Monviso. Quest'ulivo, questo simbolo è Bossi e, quindi, è tanta roba", ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, che ha versato "l'acqua del Po" sulla pianta. "Quest'ulivo è un segno di pace. Oggi sarebbe stato il compleanno di Bossi, 85 anni. La pace è necessaria in Lega e nel mondo", le parole di Giuseppe Leoni, fondatore della Lega Autonomista Lombarda con Umberto Bossi nel 1984. Poggiate accanto all'ulivo bandiere della Lega Nord e della Padania. Alcuni ragazzi del Movimento Giovani Padani di Varese in camicia verde hanno esposto lo striscione: "Bossi e Maroni il sogno continua...". Sulla strada che porta dall'abbazia della cittadina bergamasca al pratone si trovano alcuni bigliettini con su scritto: "Lega di ladri è finita, hai tradito il federalismo" e "Lega traditora e ladrona, l'elettore non ti perdona".
Migliaia di persone hanno risposto all’appello di Spin Time per una manifestazione a sostegno della vertenza aperta questa estate sull’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Vertenza che vede oggi il Comune impegnato in una trattativa per l’acquisto dell’immobile. “Oggi c'è un dialogo che ha l'amministrazione con il fondo di Investire e noi crediamo che questa trattativa debba andare a buon fine da questo punto di vista e applicare questo nuovo modello anche dentro il complesso delle politiche abitative", spiega Andrea Alzetta uno dei portavoce dello Spin Time. In realtà non è solo quelle quattro mura, ma è proprio un'idea diversa di vivere la città e di chi è la città, è dei cittadini oppure dei fondi speculativi", conclude Alzetta.
La nebbia e le nuvole hanno trasformato alcune zone umide della Cina in paesaggi da sogno. Sorvolando la Regione Autonoma della Mongolia Interna, nel nord del Paese, e le montagne della provincia di Henan, nella Cina centrale sembra di osservare un quadro. All’alba, i raggi del sole hanno squarciato la nebbia mattutina, proiettando un affascinante gioco di luci sul paesaggio e aggiungendo un tocco di mistero alla maestosa zona umida. Il tutto dovuto all’effetto Tyndall, un fenomeno fisico che si verifica quando la luce attraversa un colloide, creando un percorso luminoso chiaramente visibile. Con le nuvole scure che si dissipavano gradualmente, un arcobaleno è apparso silenziosamente nel cielo, aggiungendo un tocco magico a questa festa per gli occhi.
James Griffiths è un arciere ipovedente originario dell'Australia che ha imparato a tirare affidandosi al tatto, all’udito e alla fiducia, piuttosto che alla sola vista. “Non mi arrendo. Do il meglio di me quando la gente dice che non sono in grado di fare qualcosa. Quando mi dicono che non posso fare questo o quello, mi impegno a dimostrare che si sbagliano”, spiega l'arciere 46enne che usa il suo bastone per trovare la posizione migliore possibile e poi utilizza un mirino tattile per aiutarsi a prendere a centrare il bersaglio. Dopo ogni tiro, Griffiths riceve un feedback sul punto in cui la freccia ha colpito, il che lo aiuta a creare una mappa mentale del bersaglio. Griffiths ha scoperto il tiro con l’arco solo di recente, dopo aver cercato nuove sfide in seguito alla diagnosi di diabete di tipo 2 a soli 19 anni, una diagnosi che ha cambiato il corso della sua vita. "Sono fortunato. A causa del diabete ho perso solo la vista e i reni, ma altre persone perdono le mani, i piedi, le gambe, la vita", dice Griffiths che ora punta a un obiettivo molto più grande: qualificarsi per i campionati mondiali di tiro con l’arco paralimpico.
"Tristezza". Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha commentato la morte di Sandro Mazzola, a margine di un evento alla Festa dei giovani di Fratelli d’Italia. "Un anno in cui nello sport, in Italia, abbiamo perso i grandi protagonisti di quello che sono stati sia nel calcio sia nelle altre discipline, dei grandi, proprio un velo di malinconia - ha detto Malagò. Adesso è sempre brutto fare classifiche, però sicuramente le dobbiamo mettere nel pantheon di quelli che sono stati i più grandi calciatori".