CATEGORIE

Argentina, scontri a Buenos Aires alla protesta per difendere le università pubbliche

di Redazione venerdì 16 ottobre 2026
2' di lettura

Studenti, docenti e dirigenti delle università pubbliche argentine sono scesi in piazza a Buenos Aires e in altre città del Paese per chiedere al presidente Javier Milei di rispettare la legge che prevede finanziamenti statali per l’adeguamento degli stipendi del personale universitario e il sostegno agli atenei. La protesta, la quinta grande manifestazione a difesa dell’istruzione pubblica, è culminata davanti al Congresso di Buenos Aires, dove si sono verificati scontri tra un gruppo di manifestanti e le forze di sicurezza federali. La mobilitazione è rimasta pacifica fino a quando alcuni manifestanti mascherati hanno iniziato a lanciare pietre contro gli agenti schierati a protezione del Parlamento. Le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni e idranti per disperdere il gruppo. Gli scontri hanno interrotto la lettura di una dichiarazione da parte dei rettori universitari, alcuni dei quali hanno faticato a respirare a causa dei gas lacrimogeni. Circa 20 manifestanti sono stati arrestati, mentre le autorità hanno riferito di otto agenti feriti. Al centro della protesta c’è la crisi dei finanziamenti al sistema universitario. Secondo il Consiglio Nazionale Interuniversitario e l’Università di Buenos Aires, dal 2023 le università hanno perso oltre il 40% delle proprie risorse. Una riduzione che, secondo gli atenei, ha avuto conseguenze sul potere d’acquisto dei docenti, sulle borse di studio degli studenti, sulla ricerca scientifica e sull’attività degli ospedali universitari. Il Consiglio Nazionale Interuniversitario ha inoltre avvertito che, senza risorse adeguate, le università potrebbero non essere in grado di sostenere le proprie attività il prossimo anno. Il governo di Javier Milei, invece, sostiene che applicare la legge sui finanziamenti universitari metterebbe a rischio l’equilibrio di bilancio. Il confronto tra l’esecutivo e il mondo accademico resta quindi aperto, mentre prosegue la mobilitazione in difesa dell’istruzione pubblica.

tag
argentina
manifestazione
javier milei

Che figura Messi e Argentina, come hanno umiliato i giocatori del Benin negli spogliatoi

Equilibri saltati Il mondo a destra: "4 miliardi", il dato che spazza via i compagni

Spostamento avviato Argentina, 30 tigri e leoni pronti ad essere trasferiti in Sudafrica e Usa

Ti potrebbero interessare

Messi e Argentina, come hanno umiliato i giocatori del Benin negli spogliatoi

Il mondo a destra: "4 miliardi", il dato che spazza via i compagni

Giovanni Longoni

Argentina, 30 tigri e leoni pronti ad essere trasferiti in Sudafrica e Usa

Spagna-Argentina, la frase di Leo Messi scatena i complottisti: "Volevano perdere"

Lorenzo Pastuglia

Usa, strage in una scuola elementare in Oregon: uccisi tre bambini, killer di 16 anni

Un’altra strage in una scuola negli Stati Uniti. Questa volta l’attacco è avvenuto in una scuola elementare di Bend, a sud-est di Portland, in Oregon, sulla costa occidentale del Paese. Il bilancio provvisorio è di quattro vittime, ma l’Associated Press riferisce di cinque morti, senza chiarire se nel conteggio sia incluso anche l’aggressore. La quinta vittima sarebbe un adulto. Tra le vittime ci sono tre bambini di 5, 8 e 11 anni. Altri due sono rimasti feriti, ma non si esclude che il bilancio possa aggravarsi. A sparare è stato un ragazzo di appena 16 anni, ucciso da una persona armata presente nella scuola. Non è ancora chiaro se si trattasse di un genitore o di un membro del personale scolastico. Un intervento che potrebbe aver evitato conseguenze ancora più gravi, in una vicenda che si distingue dalle altre stragi scolastiche anche per la giovanissima età dell’aggressore e per il ruolo di una persona estranea al servizio di sicurezza. L’attacco è iniziato alle 12.59 ora locale, le 21.59 in Italia, alla Silver Rail Elementary School, frequentata da circa 450 bambini tra i 5 e gli 11 anni. In quel momento, alcuni alunni si trovavano in mensa per il pranzo. Secondo le testimonianze, prima di entrare nell’edificio il ragazzo avrebbe sparato contro un’auto, per poi fare irruzione nella scuola e aprire il fuoco. Decine di chiamate al 911, il numero delle emergenze negli Stati Uniti, hanno segnalato la presenza di una persona armata all’interno dell’istituto. La polizia è arrivata alle 13.02, appena tre minuti dopo l’allarme, trovando l’aggressore già ucciso. Tutti i bambini sono stati evacuati e accompagnati fuori dalla scuola sotto la scorta di centinaia di agenti. Nel frattempo, decine di genitori si sono radunati nella zona, in preda all’angoscia dopo la diffusione delle prime notizie sulla presenza di bambini tra le vittime. 

Redazione

Ucraina, pesante attacco russo sulla regione di Kirovohrad: in fiamme diversi edifici

Tre persone sono morte e sei sono rimaste ferite negli attacchi di droni russi su Kropyvnytskyi. Lo riporta Ukrinform. Tutta la regione di Kirovohrad è stata oggetto di un massiccio attacco da parte di Mosca, riporta sempre Ukrinform, sottolineando che gli obiettivi hanno incluso la logistica, i trasporti e alcuni siti industriali.

Papa Leone XIV, seconda notte al Gemelli: recupero regolare dopo l’intervento

Seconda notte al Gemelli per Papa Leone XIV, dopo l’intervento per l’asportazione di un tumore maligno al polmone destro. Il Vaticano riferisce che il Pontefice ha trascorso una notte tranquilla, si è alzato e ha fatto colazione. Gli esami del sangue e la radiografia del torace confermano un decorso post-operatorio regolare. Il Santo Padre ha già iniziato la fisioterapia respiratoria, cammina in stanza e ha ripreso a mangiare normalmente. L’umore è buono e la degenza prevista resta di circa una settimana. Resta da valutare il viaggio in Sudamerica, in programma dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. La partenza dipenderà dall’evoluzione del recupero. Intanto, dagli Stati Uniti arrivano gli auguri di Donald Trump: «Spero che il Papa si rimetta» ha detto il presidente americano.

Meloni a Bruxelles per il Consiglio Europeo. La Premier incontra i 17 Leader "Amici della coesione"

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è a Bruxelles per il Consiglio europeo. Prima dell'avvio dei lavori della prima giornata, la Premier ha preso parte all’incontro di coordinamento dei 17 Leader "Amici della coesione" organizzato da Italia e Romania in vista del negoziato sul prossimo Bilancio Ue.