Chissà cosa avrebbe detto Doc. Ché alla fine l’idea era sua e c’era arrivato nel “futuro” del 1985: solo che, certo, un conto è la finzione cinematografica di una pellicola cult e senza tempo (strade?-dove-stiamo-and ando-non-abbiamo-bisogno-di-strade) e un altro è la follia visionaria di un pazzo come Elon Musk che, quando si mette in testa qualcosa, cascasse il mondo se non la ottene. Tesla, entro il 2028, «per davvero», inizierà a produrre la macchina che vola.
Sì, d’accordo, non si tratta di una navicella utilitaria o di un monovolume con le ali (non è che ci andremo al lavoro parcheggiandola, a proposito, dove? nell’autorimessa in cima al palazzo?), però guardala lì, con quel tettuccio in vetro nero che è già iconico, con le sue forme squadrate e pulite, mentre prende la rampa di cinquanta metri d’altezza, sfida la forza di gravità e la percorre fino a rimanere a testa in giù, sospesa con la solidità di un magnete sul frigo, e si capovolge da sola per “atterrare” su quattro nuvole di fumo sotto gli pneumatici. Ma quali effetti speciali, questa è realtà automobilistica.
GRAZIE A SPACEX
Segnatevi il nome (magari non sarà per tutte le tasche, il prezzo finale è ancora top secret) che ‘sta volta si fa sul serio: la Tesla Roadster vola, è acrobatica e sta per arrivare. D’altronde è il suo babbo a chiarire che il gioiellino è «il frutto della collaborazione tra la miglior casa automobilistica del pianeta e la miglior compagnia di razzi spaziali». Autocompiacimento (pure giustificato) a parte, ora ci siamo senza indugi: se un primo prototipo era già stato mostrato al pubblico nel 2017 per essere rimandato al 2020 e poi a data da destinarsi, adesso lo scenario è differente. Tocca solo (più o meno) allacciarsi le cinture.
La Roadster impiega 0,81 secondi ad accelerare da zero a 96 chilometri orari, sta in sospensione con dei “micro razzi a gas freddo” (sviluppati da SpaceX), ha un’autonomia di 480 chilometri e una velocità di crociera massima che supera i 370 chilometri all’ora. Non è neppure in una versione unica, avrà tre modelli diversi: la Performance (a due posti), la Thrust (in serie limitata) e la Rocket (la più avanguardista della linea che permetterà di volare nel giardino di casa: però solo lì perché non sarà omologata per la strada, tra l’altro questa sarà l’unica disponibile su invito).
LE CARATTERISTICHE
Dentro, l’abitacolo, è futurista fino a un certo punto: linee eleganti, sterzo squadrato, monitor di controllo come il CarPlay della Cinquecento; fuori sembra una Tesla come le altre: se la vedi “a motori accesi” atterra dal prossimo secolo. Tanto per cominciare resta incollata all’asfalto grazie a delle ventole che aspirano l’aria sotto la scocca, in questo modo può rimanere a penzoloni anche da ferma. Poi è in grado di saltare e fare piroette in aria (quelle nel video di prova lanciato da Musk sono in guida autonoma per ragioni di sicurezza, ma un giorno ci si salirà a bordo). Infine ha i fari a scomparsa, un’ala posteriore mobile e i comandi collegati alle ruote solo elettronicamente.
Al momento è possibile giusto prenotarla (attenzione: Tesla è chiarissima, la mera prenotazione non equivale a un ordine, non ci sono né la garanzia né le tempistiche di consegna): la Performance chiede un “acconto” di 50mila dollari; la Thrust di 250mila. Probabilmente ne verranno prodotto pochissime, almeno all’inizio, c’è chi ha stimato 2mila mezzi all’anno, che possono sembrare una flotta (e visto che fino a ieri non ne avevamo manco mezza in effetti lo sono) ma, a conti fatti, rappresentano lo 0,125% delle auto Tesla vendute ogni dodici mesi.
Però sai che importa? A noi che al massimo abbiamo sognato i taxi volanti (iper-tech, per carità, addirittura già una realtà in molte zone di questo vecchio e analogico pianeta, a Dubai, in Cina, a Los Angeles sono già stati sottoscritti accordi ed effettuati test di volo: però assai più simili a un elicottero con le ruote che a un’autovettura “spaziale”), che tra scienza e fantascienza abbiamo dato quasi più credito alla seconda, che ogni volta siamo rimasti imbambolati perché non-lo-pensavamo-possibile finché qualcuno non l’ha fatto, ecco a noi col naso all’insù, un’auto che plana sembra già un miracolo.
Gli attivisti di Fridays For Future sono scesi in piazza San Babila, a Milano, per protestare contro chi non prende misure concrete contro il cambiamento climatico e lo nega. "Nonostante tutto l'ostruzionismo fatto in questi anni, il cambiamento climatico è ancora una delle più grandi sfide che l'essere umano si è ritrovato ad affrontare", ha detto dal microfono un attivista. "Sono i combustibili fossili ad avere causato l'aumento esagerato della CO2 in atmosfera e il riscaldamento del clima. E questo è dimostrato da numerosi studi scientifici, anche se pochi ciarlatani non vogliono ammetterlo", ha aggiunto.
Questa mattina un gruppo di coloni israeliani ha attaccato dei lavoratori palestinesi in diversi villaggi della Cisgiordania durante la raccolta delle olive. A confermarlo sono funzionari locali e personale di soccorso della Società della Mezzaluna Rossa Palestinese, secondo cui almeno sei persone sono rimaste ferite in due attacchi ad Abu Falah, alle porte di Ramallah. Una donna di 63 anni e un uomo di 40 sono stati trasportati in ospedale dopo essere stati picchiati dai coloni. Secondo i funzionari locali, dall’inizio di questo mese almeno 4 palestinesi sono stati uccisi e più di 100 feriti durante la raccolta delle olive. Inoltre, migliaia di alberi sono state danneggiate, con perdite per gli agricoltori pari a centinaia di migliaia di dollari.
"Andrea Sempio non può essere indagato a vita, tanto vale andare a processo e accertare una volta per tutte la realtà dei fatti, perché se no non vive più". Lo ha detto l'avvocata Angela Taccia, che difende il 38enne con il collega Liborio Cataliotti, all'uscita dal tribunale di Pavia. Taccia ha definito "molto probabile" la richiesta di rinvio a giudizio per l'omicidio di Chiara Poggi. Sulla scelta tra rito abbreviato e ordinario la difesa deciderà quando arriverà la richiesta. "Ci riuniremo e capiremo i passi da fare", ha spiegato la legale. Sull'abbreviato, Taccia ha detto di avere avviato ricerche sulla possibilità di accedervi anche alla luce della differenza tra vecchia e nuova disciplina. "Può essere tutto, può essere niente", ha aggiunto. Per l'udienza preliminare Cataliotti ha ipotizzato la primavera del 2027. "Mi servirebbe la sfera di cristallo", ha commentato Taccia, precisando che si tratta solo di ipotesi.
La Presidente del Consiglio Meloni parla e scherza con il Premier della Lettonia Andris Kulbergs, seduto al suo fianco al vertice del Consiglio Ue di Bruxelles. A margine del Consiglio, il presidente del Consiglio, insieme ai primi ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all'incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia.