Scontri tra manifestanti e polizia in assetto antisommossa in centro a Milano, non lontano da piazza del Duomo. Gli agenti hanno caricato i manifestanti in via Broletto, dopo che alcuni partecipanti alla protesta indetta da 'Italia in Piazza' contro il caro vita e contro il governo hanno cercato di aprirsi un varco nel cordone delle forze dell'ordine. Il corteo è partito con 5 mila persone, ma la tensione è salita soprattutto in pieno centro. I disordini hanno costretto i turisti a fuggire nelle stazioni del metrò e i negozianti a chiudere. A causa dei violenti scontri, piazza Duomo è stata evacuata, la metropolitana è stata chiusa e il Duomo è stato circondato.
Sarebbero almeno una decina i manifestanti fermati dalla polizia la cui posizione è ora al vaglio delle forze dell’ordine. Diversi anche i feriti, tra cui il primo dirigente della polizia Angelo De Simone, a capo del commissariato Garibaldi-Venezia, colpito alla testa da un sampietrino. Ha una profonda ferita al capo. In generale, tutte le persone rimaste ferite sono state colpite in testa dagli oggetti lanciati dai manifestanti, soprattutto sassi e cestini. La polizia ha risposto lanciando lacrimogeni. Danneggiate diverse pensiline dei mezzi pubblici Atm e le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Disordini e feriti anche in altre città italiane, come Torino e Bologna, dove pure erano in corso manifestazioni contro il carovita.
Papa Leone XIV è stato dimesso questo sabato dal Gemelli a seguito della operazione al polmone affrontata in settimana. Il Santo Padre è uscito dall’ingresso principale sorridendo e salutando i fedeli. Alla domanda dei giornalisti su come stesse ha risposto dal finestrino dicendo: “Much better, thank you!”.
Venerdì i coloni israeliani hanno attaccato diversi villaggi palestinesi in tutta la Cisgiordania occupata, appiccando il fuoco ad automobili e alberi e picchiando alcuni residenti e una giornalista americana, Heidi Levine, nell’ultima ondata di violenza volta a ostacolare la raccolta annuale delle olive in programma questo mese nel territorio. "Sono stato aggredita e, all’inizio, ne ho visti almeno 25, forse 50. Ero a terra e mi hanno presa a calci per circa 10 minuti mentre cercavo di aggrapparmi alle mie macchine fotografiche e alla mia borsa", ha detto la reporter.
Chissà cosa avrebbe detto Doc. Ché alla fine l’idea era sua e c’era arrivato nel “futuro” del 1985: solo che, certo, un conto è la finzione cinematografica di una pellicola cult e senza tempo (strade?-dove-stiamo-and ando-non-abbiamo-bisogno-di-strade) e un altro è la follia visionaria di un pazzo come Elon Musk che, quando si mette in testa qualcosa, cascasse il mondo se non la ottene. Tesla, entro il 2028, «per davvero», inizierà a produrre la macchina che vola.
Sì, d’accordo, non si tratta di una navicella utilitaria o di un monovolume con le ali (non è che ci andremo al lavoro parcheggiandola, a proposito, dove? nell’autorimessa in cima al palazzo?), però guardala lì, con quel tettuccio in vetro nero che è già iconico, con le sue forme squadrate e pulite, mentre prende la rampa di cinquanta metri d’altezza, sfida la forza di gravità e la percorre fino a rimanere a testa in giù, sospesa con la solidità di un magnete sul frigo, e si capovolge da sola per “atterrare” su quattro nuvole di fumo sotto gli pneumatici. Ma quali effetti speciali, questa è realtà automobilistica.
GRAZIE A SPACEX
Segnatevi il nome (magari non sarà per tutte le tasche, il prezzo finale è ancora top secret) che ‘sta volta si fa sul serio: la Tesla Roadster vola, è acrobatica e sta per arrivare. D’altronde è il suo babbo a chiarire che il gioiellino è «il frutto della collaborazione tra la miglior casa automobilistica del pianeta e la miglior compagnia di razzi spaziali». Autocompiacimento (pure giustificato) a parte, ora ci siamo senza indugi: se un primo prototipo era già stato mostrato al pubblico nel 2017 per essere rimandato al 2020 e poi a data da destinarsi, adesso lo scenario è differente. Tocca solo (più o meno) allacciarsi le cinture.
La Roadster impiega 0,81 secondi ad accelerare da zero a 96 chilometri orari, sta in sospensione con dei “micro razzi a gas freddo” (sviluppati da SpaceX), ha un’autonomia di 480 chilometri e una velocità di crociera massima che supera i 370 chilometri all’ora. Non è neppure in una versione unica, avrà tre modelli diversi: la Performance (a due posti), la Thrust (in serie limitata) e la Rocket (la più avanguardista della linea che permetterà di volare nel giardino di casa: però solo lì perché non sarà omologata per la strada, tra l’altro questa sarà l’unica disponibile su invito).
LE CARATTERISTICHE
Dentro, l’abitacolo, è futurista fino a un certo punto: linee eleganti, sterzo squadrato, monitor di controllo come il CarPlay della Cinquecento; fuori sembra una Tesla come le altre: se la vedi “a motori accesi” atterra dal prossimo secolo. Tanto per cominciare resta incollata all’asfalto grazie a delle ventole che aspirano l’aria sotto la scocca, in questo modo può rimanere a penzoloni anche da ferma. Poi è in grado di saltare e fare piroette in aria (quelle nel video di prova lanciato da Musk sono in guida autonoma per ragioni di sicurezza, ma un giorno ci si salirà a bordo). Infine ha i fari a scomparsa, un’ala posteriore mobile e i comandi collegati alle ruote solo elettronicamente.
Al momento è possibile giusto prenotarla (attenzione: Tesla è chiarissima, la mera prenotazione non equivale a un ordine, non ci sono né la garanzia né le tempistiche di consegna): la Performance chiede un “acconto” di 50mila dollari; la Thrust di 250mila. Probabilmente ne verranno prodotto pochissime, almeno all’inizio, c’è chi ha stimato 2mila mezzi all’anno, che possono sembrare una flotta (e visto che fino a ieri non ne avevamo manco mezza in effetti lo sono) ma, a conti fatti, rappresentano lo 0,125% delle auto Tesla vendute ogni dodici mesi.
Però sai che importa? A noi che al massimo abbiamo sognato i taxi volanti (iper-tech, per carità, addirittura già una realtà in molte zone di questo vecchio e analogico pianeta, a Dubai, in Cina, a Los Angeles sono già stati sottoscritti accordi ed effettuati test di volo: però assai più simili a un elicottero con le ruote che a un’autovettura “spaziale”), che tra scienza e fantascienza abbiamo dato quasi più credito alla seconda, che ogni volta siamo rimasti imbambolati perché non-lo-pensavamo-possibile finché qualcuno non l’ha fatto, ecco a noi col naso all’insù, un’auto che plana sembra già un miracolo.
Gli attivisti di Fridays For Future sono scesi in piazza San Babila, a Milano, per protestare contro chi non prende misure concrete contro il cambiamento climatico e lo nega. "Nonostante tutto l'ostruzionismo fatto in questi anni, il cambiamento climatico è ancora una delle più grandi sfide che l'essere umano si è ritrovato ad affrontare", ha detto dal microfono un attivista. "Sono i combustibili fossili ad avere causato l'aumento esagerato della CO2 in atmosfera e il riscaldamento del clima. E questo è dimostrato da numerosi studi scientifici, anche se pochi ciarlatani non vogliono ammetterlo", ha aggiunto.