Non si fermano le violenze e i disordini a Milano dopo il corteo contro il carovita che già ieri ha devastato la città: come si vede in un filmato dell'Ansa, alcuni giovani hanno lanciato tavolini e sedie addosso alla vetrina del negozio Footlocker in via Torino, gettato cestini in mezzo alla strada e colpito anche la vetrina del negozio "Champions" della stessa via. I manifestanti hanno sfondato le vetrine di un Carrefour e sono entrati per saccheggiarlo. Sono usciti con bottiglie di alcolici, lanciando cibo in strada. In via Torino, poi, hanno continuato a buttare cestini, monopattini, motorini e biciclette per terra. Non risparmiando i dehor dei locali, trascinando tavolini e distruggendo ombrelloni.
Nel mirino anche piazza Cairoli e il Castello Sforzesco, dove gli agenti sono stati costretti a intervenire in tenuta antisommossa dopo che i manifestanti avevano assaltato il negozio Decathlon. Bottiglie e sassi contro la polizia, che ha risposto lanciando lacrimogeni. I violenti hanno anche appiccato un piccolo fuoco vicino alla fontana davanti al Castello con materiale recuperato per strada.
Circa 160 le persone fermate per identificazione, di cui oltre l'80% composto da minorenni. Alcuni giovani erano già stati identificati ieri, altri invece hanno riferito di essere arrivati per la prima volta oggi. Intanto, per il timore di ulteriori danni, i dehors dei locali di piazza Duomo hanno deciso di chiudere. Anche nella Galleria Vittorio Emanuele II alcuni dei più famosi bar di Milano hanno chiuso e smontato i dehors.
Il viso smagrito ma la voce squillante, un'energia insospettabile: Papa Leone si affaccia dal balcone di Piazza San Pietro accolto dall'ovazione dei fedeli, poche ore dopo essere stato dimesso (più velocemente di quanto atteso) dall'ospedale Gemelli. Muove le braccia senza apparenti difficoltà, e anche questo è sorprendente.
Solo una settimana fa, da quello stesso balcone e rompendo ogni protocollo del Vaticano, Papa Prevost aveva annunciato che si sarebbe dovuto sottoporre a un intervento di rimozione di un nodulo ai polmoni. Sorridente e disteso, oggi il Pontefice americano riabbraccia il suo popolo per l'Angelus, più breve del solito. Il Santo Padre ha dapprima commentato il Vangelo del giorno ("Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio"), poi ha recitato la preghiera e infine ha ricordato che oggi si celebra la 100esima Giornata Missionaria Mondiale.
Subito dopo, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno pregato per lui, i medici, gli infermieri e il personale medico del Gemelli, dicendo di sentirsi vicino a quanti provano la malattia e le situazioni di infermità. Il Papa ha concluso assicurando che, "dopo aver superato questa fase delicata", adesso riprenderà "gradualmente" le sue attività, "sempre con l'aiuto di Dio e delle vostre preghiere".
"Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me, ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie! Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del policlinico Gemelli". Così il Papa all'Angelus. "Quest'esperienza - ha aggiunto Leone - mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità, superata questa fase delicata come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività". "Grazie ancora, grazie a tutti - ha detto ancora - e buona domenica!", con un entusiasmo comprensibile e trascinante.
“Questa sinistra attuale ha gli anticorpi per vincere? Sì, questo sì. Perché noi crediamo molto in questa sinistra e la sosteniamo”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, a margine della presentazione del suo libro a Milano. A chi le chiedeva se voterebbe anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, qualora uscisse vincitore delle primarie, la sindaca ha risposto: “Sosterrò il candidato o la candidata leader del centrosinistra”.
"Io lo dico da tanto tempo: è giusto che ci sia un nuovo stadio, le società ne hanno diritto e ne ha diritto a Milano. Nello stesso tempo non vedo la necessità di abbattere San Siro. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, a margine di un appuntamento a Milano. A chi gli chiedeva se ne avesse parlato anche al presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, La Russa ha risposto: “Sì, più di una volta. Lui sorride”. Il presidente del Senato ha poi spiegato che, “in tutto il mondo, ci sono stadi anche a distanza di 50 m l'uno dall'altro, questo può avvenire anche a Milano. Siccome il progetto prevede che prima si costruisca il nuovo stadio, poi si abbatta a San Siro. Credo che quando lo stadio nuovo sarà pronto, l'idea di spendere 100 milioni per abbattere San Siro, dando a Milano un problema ambientale terribile per non parlare dei trasporti dei detriti, sarà qualcosa che bisognerà riflettere. Il Comune, e se noi vinciamo sarà così, proponga alle società la parte che non potranno edificare in un'altra parte della città e utilizzare San Siro per tante esigenze, le coppe, o una gara internazionale, perché una struttura come San Siro Milano non ce l'ha. Pensate solo al tennis per esempio o a tanti altri eventi. Io prevedo un futuro, se vince il centrodestra, del nuovo stadio con a fianco San Siro. Plaudo all'iniziativa delle curve che hanno sottolineato non che sono contro il nuovo stadio, esattamente come me che sono a favore, ma non vogliono l'abbattimento di San Siro”.
Tensioni in Piazza Duomo a Milano nell'ambito del corteo 'Italia in Piazza' di questo pomeriggio. Alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme un cantiere. Scontri si sono registrati tra manifestanti e polizia in assetto antisommossa in centro. Gli agenti hanno caricato i manifestanti in via Broletto, dopo che alcuni partecipanti alla protesta indetta da Italia in Piazza contro il caro vita e contro il governo hanno cercato di aprirsi un varco nel cordone delle forze dell'ordine. Decine di ragazzi sono stati fermati dalla polizia. A quanto si apprende ci sarebbe anche un agente ferito.