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Sala contro Piantedosi: "Pochi agenti in strada", "Radical chic". Volano stracci

di Redazione domenica 18 ottobre 2026

3' di lettura

Duro botta e risposta tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Tutto è partito dalle parole del primo cittadino che, parlando delle violenze di sabato 18 ottobre, a Rtl 102.5 ha commentato: "Il numero delle forze dell'ordine in piazza ieri a Milano per fronteggiare i manifestanti dava l'impressione di essere inadeguato. Soprattutto in Piazza Duomo, a un certo punto, si sono visti una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poveri poliziotti in un angolo. Ora, io non ce l'ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno, ma l'impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate, io ce l'ho". Sala, dunque, ha contestato l'organizzazione, accusando di fatto gli Interni di non aver gestito la situazione.

Non è tardata ad arrivare la risposta di Piantedosi: "Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le forze di polizia che, secondo lui, sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti". E ancora: "La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le forze dell’ordine. Rassicuro il sindaco: l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette".

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"La responsabilità di chi usa la violenza - ha proseguito il ministro - non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile. In questa occasione e come sempre i poliziotti in piazza c’erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori. Se hanno faticato a contenere i violenti, la ragione sta nel fatto che chi indossa la divisa ha delle regole di ingaggio, ha senso di responsabilità, cerca di minimizzare le criticità e reagisce utilizzando la forza pubblica solo quando è strettamente necessario. Dall’altra parte ci sono invece dei delinquenti buoni a nulla e pronti a tutto che vogliono solo colpire, fare del male, creare danni, salvo poi mettersi a lamentare a favore di telecamera quando ci sono le cariche di alleggerimento della polizia". Infine, ha chiosato: "Al di là di polemiche del tutto infondate, nei fatti le forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità, intervenendo con equilibrio e accortezza nelle situazioni critiche in cui era necessario farlo. In ogni caso, le azioni proditorie attuate da questi esagitati professionisti del disordine non resteranno impunite".

A stretto giro, ecco anche la replica di Sala: "A Piantedosi che mi equipara alla 'sinistra radical chic' dico che un po' di decenza non guasterebbe. Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato. Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali. Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre". 

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