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Trump in comizio interrotto da contestatori: "Pagati da Soros, sono dei perdenti"

sabato 31 ottobre 2026
1' di lettura

"Sono le elezioni di mid-term più importanti di sempre". Lo ha detto Donald Trump in un comizio in a Daytona Beach, in Florida, in vista del voto di martedì che potrebbe cambiare l'assetto di Camera e Senato negli Stati Uniti. Il presidente Usa durante il suo discorso è stato interrotto più volte da contestatori. "Sono pagati da Soros, che è un tipo tirchio. 250 dollari, ci credete?”, ha scherzato Trump che poi si è innervosito: "Zitto, zitto. Idiota. Zitto. Perdente. Che perdente! Portatelo via da qui. Voi ragazzi siete dei perdenti".

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Roma, scontri con la polizia: "Siamo le tenebre che vi cancelleranno"

"Siamo le tenebre che vi cancelleranno": dietro questo striscione, diversi manifestanti si sono radunati nei pressi del cantiere della metropolitana, linea C, in Piazza del Celio. E, come si vede in queste immagini, hanno cominciato a lanciare bottiglie e petardi verso gli agenti di polizia in tenuta antisommossa. Le forze dell'ordine hanno quindi reagito facendoli indietreggiare. 

Napoli, bruciate le immagini di Meloni e Bernini: lo sfregio degli studenti Video

Tensioni a Napoli per la manifestazione sul carovita. Il corteo ha prima raggiunto l'ingresso dall'autostrada di via Marina, lì hanno bloccato il traffico e dato fuoco ad un carro armato di cartone, lanciando sopra soldi finti, come simbolo delle risorse "bruciate" per la difesa. Dopo una trattativa con le forze dell'ordine i manifestanti hanno proseguito all'interno del porto, bloccando il varco Sant'Erasmo, uno dei principali punti d'accesso per il porto commerciale di Napoli. 

Protagonisti della manifestazione anche gli studenti del Cau (collettivo autorganizzato universitario) che, durante il corteo, hanno dato fuoco a un’immagine rappresentante la premier Giorgia Meloni e la ministra dell’Università Annamaria Bernini, mentre stringono le mani del famoso omino simbolo del gioco di società Monopoly. Gli studenti hanno spiegato le ragioni del loro gesto: "I prezzi dei beni di prima necessità sono triplicati, la benzina è diventata un bene di lusso, i trasporti funzionano sempre peggio, lo stipendio - quando c'è - non basta più, e invece di ricevere risposte concrete dall’attuale governo vediamo solo tappeti rossi alla speculazione edilizia".

A Bologna, invece, i manifestanti hanno occupato la tangenziale. E in via precauzionale è stata chiusa al traffico anche l'autostrada che scorre a fianco, in entrambe le direzioni. Sull'A14 Bologna-Taranto è chiuso il tratto compreso tra il bivio con la A1 Milano-Napoli e Bologna Fiera verso Ancona, e tra Bologna San Lazzaro ed il bivio per la A1 Milano-Napoli verso la A1. Chiuso anche il raccordo di Casalecchio in direzione della A14, si legge sul sito di Autostrade. Sulla A13 Bologna-Padova è chiuso il tratto compreso tra Bologna Interporto e il bivio con la A14 Bologna-Taranto verso Bologna. 

Torino, Grimaldi in piazza con i manifestanti: "Perché indosso una felpa nera"

Al corteo di Torino ha partecipato oggi anche il deputato di Avs Marco Grimaldi. Lo stesso che nei giorni scorsi ha incontrato in carcere i tre ragazzi fermati durante l'ultima manifestazione contro il caro-vita. Ragazzi accusati di avere materiale per confezionare bottiglie molotov e un ordigno già pronto. “Possiamo essere solo qui, dove le persone ci chiedono di essere per protestare contro il carovita e il riarmo - ha detto -. Questo governo ha impegnato tutti noi per oltre cento miliardi di euro in difesa per i prossimi sei anni. La finanziaria non farà alzare i salari e le pensioni mentre gli studenti e i ragazzi chiedono di essere ascoltati. Invece si risponde loro con i managanelli: indosso una felpa nera come i ragazzi che sono stati fermati e tenuti in questura per 8-9 ore solo perché indossavano vestiti scuri. Al nord eravamo tutti maranza e al sud erano tutti camorristi, invece sono persone che hanno bisogno di risposte e non di manganelli”. 

Su Grimaldi sarebbe montato anche un caso: un filmato rilanciato su X sembra mostrare il parlamentare allontanarsi mentre sale la tensione tra i manifestanti di Askatasuna e le forze dell’ordine. Almeno questa è l’interpretazione proposta sui social. Ma è davvero lui? E soprattutto, sta scappando dagli scontri oppure si sta semplicemente spostando?

Presenti alla protesta alcune migliaia di persone, in marcia da piazza Palazzo di Città verso Torino Nord al grido di "Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo, noi produciamo ricchezza, voi ladri di futuro". Fra gli striscioni e i cartelli, anche quelli di Potere al Popolo "contro il governo di guerra, carovita e repressione, sfiducia popolare, cambiamo tutto", ma anche "Torino non si piega allo Stato" e un carrello della spesa con appesi volantini che dicono "la spesa pesa", "anche il pane è un lusso", "il conto sale", "mangiare non è un lusso". Alcune bambine hanno mostrato cartelli con su scritto "il nostro futuro non è un debito" e "vogliamo un esercito di medici e insegnanti".

Davanti alle forze dell'ordine schierate di fronte al municipio, un cartello con la scritta "sotto la divisa un uomo. Anche tu hai figli, anche tu hai famiglia, anche tu fai la spesa, anche tu ti ammali, anche tu sei sottopagato, anche tu soffri, anche tu sei il popolo, anche tu hai un cuore, anche tu hai una coscienza, anche tu puoi scegliere di stare dalla parte giusta con il tuo popolo, quello che hai giurato di proteggere". In piazza anche bandiere della Palestina e rappresentanti della Global Sumud Flotilla che hanno lanciato un appello alle forze dell'ordine: "Abbassate i caschi, abbassate i manganelli, qui in piazza c'è il paese reale. La guerra uccide non è più un modo di dire. Questo popolo, l'Italia è libera indipendente antifascista. Non moriremo servi dei sionisti e dei fascisti". Oltre a Grimaldi, in corteo anche una rappresentante del M5s, la deputata ed ex sindaca Chiara Appendino, che ha sottolineato: "Queste piazze vanno ascoltate". 

Indignata la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, che in una nota ha commentato: "Nelle stesse piazze dei violenti che tentano di sfondare i cordoni e feriscono i poliziotti, lanciano uova contro la prefettura o mettono manichini di Giorgia Meloni a testa in giù, c’è tutto il 'campo largo': dai No Tav tanto cari al Pd della Schlein, agli alleati di coalizione Avs con Grimaldi, fino al M5s con Appendino e compagnia. Sono tutti esponenti di primo piano, che confermano una pericolosa accondiscendenza con chi devasta e aggredisce ribadita da un’eterna assenza di prese di distanza. Non basta una call per non far vedere la realtà. Troppa morbidezza con frange estremiste che dovrebbero essere solo rifiutate, cacciate, isolate anziché coccolate e cercate nella disperazione di far numero e averne il consenso. È uno schiaffo a quello Stato che vuole garantire libertà ma anche ordine, che non può piegarsi agli aska-scagnozzi, alle provocazioni, alle minacce, ai lanci di uova o pietre”.