A Teheran, sostenitori del governo iraniano e falchi hanno bruciato immagini di funzionari statunitensi e israeliani, mentre alcuni esultavano per la pesante sconfitta subita dal Partito Repubblicano del presidente Donald Trump alle elezioni di metà mandato. In piazza è stato dato fuoco a un enorme cartellone con una foto in cui sono ritratti insieme il presidente statunitense con Benjamin Netanyahu, Steve Witkoff e JD Vance. No use by Israel media, Persian-language TV stations based outside Iran, BBC Persian, VOA Persian, Manoto TV, Iran International TV.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non essere "nemmeno un po'" preoccupato per un possibile impeachment da parte dei Democratici dopo la loro vittoria schiacciante alle elezioni di metà mandato. "Distruggerebbe il Partito Democratico se lo facessero", ha detto Trump ai giornalisti. "Perché un impeachment senza motivo, per cosa, per avere un Paese di successo?", ha continuato. "Il nostro Paese è più di successo ora che in qualsiasi altro momento della sua storia".
Come si arriva ai giovani? A rispondere Giulia Genuardi, direttore Enel Foundation: "I giovani saranno il futuro, quelli che dovranno agire. Considerate che ad oggi circa 76 milioni di persone nel mondo sono impiegate nel settore energetico ma sappiamo anche da uno srtudio dell'Agenzia Internazionale dell'Energia che nel 20230 mancherà il 40% delle competenze per gestire tutti i nuovi temi della transizione energetica, quindi dobbiamo lavorare con i giovani e per i giovani perché saranno loro i futuri decisori".
"Noi rispettiamo sempre e comunque la volontà del popolo americano. Gli Stati Uniti sono la più importante e grande democrazia del mondo e ogni scelta che viene fatta deve essere rispettata per cui il rapporto non cambia". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commentando con i cronisti l'esito delle elezioni di midterm. "L'abbiamo sempre detto l'Italia, è un partner strategico degli Stati Uniti d'America e con la stessa lealtà e la stessa correttezza con la quale abbiamo lavorato con i governi con presidenti democratici o con presidenti repubblicani, continueremo a farlo. Siamo alleati strategici degli Stati Uniti e continueremo ad esserlo", ha aggiunto. Sull'eventualità che questa sconfitta possa indebolire la posizione americana ai tavoli internazionali: “Se l'indebolimento di Trump emerso dal voto di midterm può ripercuotersi sui tavoli internazionali tipo Ucraina e Iran? Noi non commentiamo i risultati negli altri paesi. Ripeto, gli Stati Uniti sono gli Stati Uniti, non dobbiamo valutare il rafforzamento o l'indebolimento di questa o di quella forza politica”. “Noi siamo alleati gli Stati Uniti, rispettiamo gli Stati Uniti, rispettiamo i risultati sempre e comunque, quando vincono i repubblicani e quando vincono i democratici - sottolinea il segretario azzurro -. È una questione che riguarda la democrazia, la più importante e forte democrazia al mondo, ma proprio perché è una grande democrazia forte, noi siamo alleati. Nel mondo ci sono le autocrazie e ci sono le democrazie, noi siamo alleati degli Stati Uniti perché sono una grande democrazia. E una grande democrazia scegli i propri vertici politici come ritiene più opportuno. Non tocca a noi commentare o intervenire”. “Abbiamo sempre un rapporto di alleanza a testa alta e quando siamo d'accordo per l'interesse nazionale italiano, siamo d'accordo, quando non siamo d'accordo per l'interesse nazionale italiano, non siamo d'accordo”, conclude Tajani.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è arrivato all'Altare della patria per le celebrazioni in occasione del 4 novembre. Presenti anche la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Il momento è stato suggellato dal sorvolo delle Frecce Tricolori. Il capo dello Stato ha depositato una corona d'alloro in memoria dei caduti.