Tra gli autogol di Pedro Sánchez in vacanza dopo i fatti di Ceuta e il silenzio di Elly Schlein sui recenti casi mediatici, il campo progressista appare disorientato. In un'estate politica fatta di contraddizioni e gaffe, la sinistra sembra aver perso la bussola e l'equilibrio. Il commento di Alessandro Gonzato.
La nuova generazione di esponenti del Partito Democratico statunitense, spesso celebrata come un'alternativa indipendente e progressista, rivela profonde contraddizioni nell'ideologia e nei finanziamenti. Mentre figure come Alexandria Ocasio-Cortez prendono le distanze dagli estremi più radicali della prima stagione "woke", emergono legami controversi con finanziatori vicini a organizzazioni islamiche e figure controverse. L'influenza di queste correnti solleva dubbi sull'effettiva direzione del partito e sul rischio di strizzare l'occhio ad posizioni estremiste o nostalgiche. Il commento di Costanza Cavalli.
La proposta di Maurizio Landini di finanziare sanità, casa e politiche industriali tassando i patrimoni, le rendite finanziarie e quelle immobiliari ripropone la ricetta economica della sinistra basata sull'aumento della pressione fiscale. In vista della prossima legge di bilancio, la visione della CGIL e del campo largo punta sull'introduzione di nuove tasse, ponendosi in netto contrasto con l'orientamento del governo volta alla riduzione dell'IRPEF per famiglie e imprese. Il commento di Sandro Iacometti.
La gestione dell'emergenza migratoria a Ceuta da parte del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez mette in luce l'incoerenza dell'approccio progressista europeo sui confini nazionali. Mentre l'Italia viene sistematicamente criticata dalla sinistra per le sue politiche di difesa delle frontiere, la Spagna adotta la linea dura respingendo i migranti senza sollevare analoghe indignazioni morali. La vicendevole indifferenza delle istituzioni europee di fronte a queste contraddizioni evidenzia una doppia morale che penalizza la gestione coordinata dei flussi. Il commento di Pietro Senaldi
La situazione d'emergenza vissuta a Melilla prima degli eventi di Ceuta dimostra che la crisi migratoria nelle enclave spagnole era ampiamente prevedibile. Le misure straordinarie adottate dalle autorità locali per l'accoglienza dei minori evidenziano come la pressione fosse già fuori controllo da tempo. Sostenere che il governo Sánchez non potesse presagire quanto sarebbe accaduto smentisce la realtà dei fatti. Il commento di Alessandro Gonzato