Montagna

Lombardia, pienone per lo sci di maggio: il ghiacciaio Presena riapre e fa il tutto esaurito

Claudia Osmetti

Non fanno in tempo a riaprire gli impianti di risalita, che le stazioni sciistiche della Lombardia hanno già il pienone. Ponte di Legno, Brescia: c'è la corsa allo ski-lift. L'ultimo decreto del governo Draghi mette nero su bianco la possibilità di riaprire le seggiovie a partire da sabato 22 maggio, sul ghiacciaio del Presena non se lo fanno ripetere due volte. Pronti, via. Mini stagione straordinaria da segnare in agenda. Ché la voglia di dare la sciolina alle lamine di carving e snowboard adesso, dopo quasi un anno di stop, è difficile da trattenere. E infatti ieri mattina, in poco più di un'ora di prevendita, gli ski-pass si esauriscono. Si possono acquistare solo online al prezzo giornaliero di 30 euro, è la modalità più sicura per evitare assembramenti: il sold-out arriva quasi subito. Si scia, sul Presena: domani e dopodomani, dalle 8.30 di mattina fino alle 15.30, con il rifugio Capanna aperto come punto di ristoro. Accontentati anche gli scialpinisti grazie alla cabinovia Paradiso che (tra parentesi) è l'unica, sul Tonale, che sarà in servizio anche il 5 giugno.

«Da lunedì saremo di nuovo chiusi», fanno sapere, infatti, dal comprensorio, «erano già in programma le operazioni di copertura con i teli geotessili che, come ogni anno, hanno lo scopo di preservare il ghiaccio dallo scioglimento». Ma il desiderio di rispolverare quegli scarponi, chiusi in cantina dall'anno scorso, è tanto: appena, su Facebook, compare la notizia appassionati e semplici amatori si prenotano. Più di seicento "like" e commenti che arrivano da mezza Europa, i più sfortunati devono constatare d'essere arrivati in ritardo. Non c'è più posto. Anche perchè, a causa delle norme di contenimento, l'accesso agli impianti è limitato: sono circa trecento i biglietti disponibili. Ovovie e cabinovie non possono ospitare una capienza piena, le regole anti-contagio vanno (giustamente) osservate. Bisogna mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, indossare la mascherina anche quando non si sta zigzagando sulla neve, igienizzarsi e lavarsi le mani ogni qualvolta che è possibile. Chi è rimasto all'asciutto, però, deve solo aspettare una settimana. Il passaggio del testimone (pardon, della racchetta) è con la Valchiavenna: sabato 29 maggio tocca infatti agli impianti della Val di Lei, in provincia di Sondrio, a due passi da Madesimo. Quaranta centimetri di neve fresca, il meteo ballerino di maggio, per una volta, gira a favore. Fa freschetto, in quota.

 E allora anche i gestori valtellinesi puntano sul fattore sorpresa: la Ski-area della Valchiavenna si riaccende, non era mai successo prima, in questo periodo dell'anno. «Abbiamo quattro metri di neve nella parte alta della Val di Lei, a 2.900 metri di quota», racconta soddisfatto il direttore degli impianti, Marco Garbin: «Tutto il comprensorio è praticabilissimo». Quattro impianti pronti a ospitare i turisti, nei fine settimana dal 29 maggio al 13 giugno, e l'apertura coincide persino con la tappa del Giro d'Italia Verbania-Valle Spluga. Gli Ski-pass, in Valchiavenna, saranno disponibili (sempre al costo di 30 euro) a partire dal 25 maggio. E poi c'è il re dello sci estivo lombardo, lo Stelvio valtellinese che ogni anno accoglie chi proprio non può fare a meno dello slalom anche ad agosto. Anche lì l'appuntamento è per sabato 29 maggio: i ticket giornalieri costano 49 euro, quelli settimanali 229 e si scia (ininterrottamente) fino al 30 ottobre prossimo. Nei mesi passati i versanti delle montagne regionali sono stati ad esclusivo appannaggio degli atleti professionisti che li hanno usati per allenarsi: il Tonale, per esempio, questa settimana, ha ospitato la nazionale di fondo. Adesso, anche se con tempi straordinari e limitati, si cambia registro. È il turno di famiglie, turisti e appassionati. Certo, non è la soluzione che salva un comparto che vale la bellezza di 267 milioni di euro all'anno, ma sicuramente è già qualcosa. Almeno psicologicamente, è la Lombardia che in montagna ci lavora e che riparte, grazie ai nostri imprenditori che sfruttano ogni occasione possibile, concessa finalmente dalle leggi che stanno allentando i divieti imposti dalla pandemia.