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Milano, al Corvetto un manuale per vivere clandestini e sereni

di Alessandro Aspesi sabato 13 dicembre 2025

3' di lettura

Un vademecum in 5 lingue per insegnare ai clandestini come non finire in un CPR. Delirio antagonista al Corvetto dove nella giornata di ieri i centri sociali hanno cominciato ad affiggere ai muri dei volantini per spiegare agli extracomunitari irregolari come rimanere a vivere tranquillamente nel nostro paese il più a lungo possibile. Una provocazione gravissima in un quartiere dove serpeggia l'odio contro le forze dell'ordine e in troppi hanno contestato l'Ambrogino d'oro al nucleo radiomobile dei carabinieri. Non è un mistero che molti giovani nordafricani residenti nella zona abbiano fatto di Ramy Elgaml- il giovane egiziano morto dopo essere fuggito davanti all'alt delle forze dell'ordine- un simbolo di resistenza contro le istituzioni. Tanto che uno dei volantini è comparso proprio in via dei Cinquecento dove - tra mille polemiche - pochi giorni fa il centro sociale Lambretta aveva deposto una targa in ricordo del giovane nordafricano.

I volantini si presentano in forma piuttosto anonima ma se letti attentamente sono dei veri e propri Pamphlet in cinque lingue (italiano, inglese, francese, arabo e bengalese) nei quali si forniscono istruzioni precise su come beffare lo stato e non finire in quelli che vengono definiti “campi di deportazione”. «In questo periodo la polizia sta portando molte persone che non hanno i documenti nei CPR o anche direttamente nel loro paese» si avverte all'inizio come se ci trovassimo nel bel mezzo di una caccia all'uomo. Un allarme seguito da una descrizione dettagliata di quello che per gli antagonisti rappresenterebbero i centri di permanenza per il rimpatrio e da una lista di regole ben precise. Alla sezione «se non hai i documenti» si spiega che se le forze dell'ordine ti fermano per strada non bisogna mai dare il passaporto. Ma non solo. Si chiarisce anche che nel caso si deve proprio andare in Questura non lo si deve fare mai da solo ma accompagnato da un avvocato. Massima allerta poi per chi riceveva una convocazione da via Fatebenefratelli con la sigla “III sezione”.

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In questo caso chi legge è ammonito a presentarsi unicamente in compagnia di unlegale. Si apre poi una seconda sezione del volantino intitolata «se vai in Questura e non hai il permesso di soggiorno ecco quello che ti può succedere». Si spiega a questo punto che potrebbe accadere di essere rilasciati dalla polizia con un foglio di espulsione e che anche in questo caso sarà assolutamente necessario un avvocato. E se non si dovessero avere i quattrini per pagarlo? Nessun problema. Si spiega ai clandestini di turno che si può chiedere al legale il gratuito patrocinio e che in questo caso sarà lo stato italiano a pagare. Nella terza sezione si spiega invece come comportarsi nel caso in cui si finisca realmente in un CPR. Si spiega che deve esserci l'autorizzazione di un giudice e di un dottore, e si suggerisce che all'interno del centro ci sono dei telefoni “a volte senza telecamere”. Tutti i dettagli che naturalmente potrebbero venire utilizzati a loro vantaggio da extracomunitari che volessero rendere la loro permanenza nel bel paese più lunga del previsto.

Particolari a volte fondamentali. Come quando si spiega che non si può essere rimandati al proprio paese se non si hanno documenti «perché è innanzitutto la tua ambasciata che ti deve riconoscere». Tanto da arrivare a spiegare che se non capisci la lingua nessuno può farti nulla. E come soluzione estrema, nel caso remoto nel quale non si sia riusciti a ingannare il sistema, si raccomanda di tenere conto che la polizia ti deve obbligatoriamente rilasciare una dichiarazione che spiega perché sei stato allontanato e quanto tempo dopo puoi rientrare in Europa. «È importante informarsi e organizzarci insieme per resistere» concludono i volantini suscitando naturalmente stupore, preoccupazione e imbarazzo tra i residenti del Corvetto. «Evidentemente i centri sociali stanno soffiando sul fuoco dell'eversione e dell'odio contro le forze dell'ordine» spiega l'ex vice sindaco Riccardo De Corato auspicando che Corvetto non diventi una banlieue pronta ad ospitare e nascondere clandestini e delinquenti.

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