Sempre più esclusa l'ipotesi di un guasto tecnico dietro il deragliamento del tram 9 di Milano. La riprova sarebbe lo scambio e la relativa lanterna, ovvero il segnale luminoso specifico che indica la direzione impostata delle rotaie, che sono risultati perfettamente funzionanti. Non solo perché il sistema di frenata di sicurezza installato sul mezzo, uno di quelli di ultima generazione e difficilmente con anomalie tecniche, non è mai entrato in funzione prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo che procedeva quasi a 50 chilometri all'ora, la velocità massima prima di schiantarsi.
E così si sospetta un errore umano, dovuto o a un malore o a una distrazione del conducente, al momento il solo indagato per disastro ferroviario, lesioni e omicidio colposo. Sul fronte che riguarda un presunto errore umano saranno fondamentali le analisi, non solo delle conversazioni del tranviere con la centrale operativa dell'Atm, ma anche del suo cellulare ora sotto sequestro. Si dovrà verificare se abbia segnalato qualcosa che non andava, delle "anomalie" o quel malore per cui avrebbe perso conoscenza, come lui fin dal primo momento ha sostenuto, prima dell'impatto a cui ha fatto seguito la chiamata in cui avrebbe farfugliato "deragliamento... male, male male".
Da appurare anche se si sia trattato di una fatale distrazione, come un messaggio inviato con il cellulare o altro. A completare il tutto le verifiche sulle immagini dei video, sia scaricati dalle telecamere interne al tramlink sia da quelle esterne e piazzate all'incrocio in cui ha scarrocciato. Inoltre verranno passate in rassegna le cartelle cliniche del dipendente Atm per accertare se abbia avuto una sindrome vasovagale o disturbi di altra natura a cui si aggiungono le testimonianze di chi si trovava sul tram, dove due passeggeri hanno perso la vita.