Un errore, uno scambio di persona. Non è infatti il senegalese di cinquantasei anni, Karim Tourè, la seconda vittima del deragliamento del tram della linea 9, che venerdì è andato a schiantarsi contro un palazzo in via Vittorio Veneto a Milano. Lo precisano in procura spiegando che c'è stato uno scambio di persone e che Tourè in realtà e in ricoverato codice rosso in ospedale. La persona che ha perso la vita nell'incidente è un altro straniero di origini africane di cui si stanno cercando i familiari.
Intanto proseguono le indagini sulla dinamica. "Allo stato attuale - spiega la pm Elisa Calanducci nel decreto di sequestro di documenti nella sede di Atm - non è possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell'evento siano esse riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici". Per ora il conducente Pietro M. risulta indagato per omicidio, lesioni e disastro ferroviario, tutte ipotesi di reato a titolo colposo. Le attività investigative svolte stamattina sono necessarie per "verificare le condizioni di salute in cui versava l'indagato al momento del sinistro e di accertare se l'autista abbia segnalato alla sala operativa di ATM criticità o anomalie di qualunque genere".
Sull'incidente del tram a Milano venerdì scorso "so che nelle prossime ore ci saranno gli approfondimenti necessari. Al di là del cordoglio - che non dura 24 ore, ma va avanti per tutta la vita - per i morti, e l'accompagnamento, per i feriti e il ringraziamento per i soccorritori e volontari, è chiaro che tutti parlano dell'ipotesi di un malore del conducente come unica causa. Perché di guasto tecnico, essendo mezzi nuovi è difficile parlare. Vedremo se emergerà qualcosa d'altro", ha riferito lo stesso Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti a margine dei un sopralluogo al cantiere di riqualificazione degli edifici Aler nell'area di San Siro a Milano.