Tarda mattinata in via Cadore. Una passeggiata vicino a casa per sgranchire le gambe. Tempo di vedere due negozi, comprare il pane per il pranzo frugale, scambiare due chiacchiere. Domenico Lanzetta, 84 anni, camminava col passo lento degli anziani e la tranquillità di chi conosce bene la città, i rischi, la frenesia del traffico... Un vero palermitano trapiantato a Milano e abituato al tran tran allegro dei giorni feriali. All’altezza del civico 2 attraversa la strada. Non è sulle strisce pedonali ma conosce bene quel tratto e quell’attraversamento. Da lontano sopraggiunge un furgone con cella frigorifera.
Viene dalla sua sinistra ed è chiaramente diretto verso corso XXII Marzo. Lanzetta lo vede, rallenta. Lo fa passare perché possa fermarsi e parcheggiare in seconda fila come fanno tutti i furgoni a Milano che devono consegnare la merce più in fretta che si può e possibilmente senza prendere multe. Pochi minuti masticati in fretta e furia nel caos di metà mattina. Ma l’autista del furgone innesta meccanicamente la retro per parcheggiare. Non si accorge che il poveretto è ancora dietro di lui e non ha raggiunto l’altro lato della strada. Lo travolge, gli passa sopra due volte: la prima in retromarcia con una ruota e poi di nuovo andando qualche metro in avanti. Appena si accorge dell’accaduto il conducente chiama il 118. Purtroppo la situazione è disperata. L’uomo, giace sulla strada incosciente.
Viene trasportato in codice rosso alla Clinica Città studi dove muore dopo poco. I vigili intanto proseguono le indagini, ma sembrano non esserci molti dubbi sulla dinamica dell’accaduto. Un incidente che solleva ancora una volta il problema della sicurezza stradale. La zona è tra le più trafficate e i residenti da tempo segnalano le difficoltà e i disagi per chi viaggia a piedi. L’ultimo incidente mortale risale al novembre dello scorso anno in via Bronzetti. Anche in quel caso la vittima fu un 87enne.
Si trovava sulle strisce pedonali proprio all’incrocio con la via Macedonio Melloni quando un furgone lo investì in pieno trascinandolo per diversi metri lungo l’asfalto e fuggendo via subito dopo. Ci vollero pochi giorni alla polizia municipale per rintracciare il pirata, un 29enne egiziano che era fuggito subito dopo l’accaduto lasciando il furgone che aveva noleggiato parcheggiato in via Crema. Ci fu una rivolta di quartiere. E poche sere dopo l’incidente un presidio per dire basta ai morti per strada.
I partecipanti marciarono dietro lo striscione “Basta morti in strada”, e attraversato più volte la strada, proprio in corrispondenza delle strisce pedonali su cui era morto l’86enne. Chiedevano più sicurezza. E invece è arrivata una nuova vittima...