Sangue a Milano. L'azione criminale del 22enne gambiano ha suscitato lo sdegno di molti osservatori politici. Tra cui la deputata della Lega Simonetta Matone, che ha spiegato chiaramente quale dovrà essere il futuro del giovane straniero. "Se è presente illegalmente in Italia va subito espulso prima che raggiunga l'obiettivo dichiarato di fare altre vittime - ha detto l'ex magistrato -. Lamin Saidilly, 22 anni, figlio di genitori gambiani dal carcere ha fatto sapere che ci riproverà. Intanto il nostro pensiero va all'uomo inerme che ha colpito vigliaccamente con 20 coltellate ed è in gravi condizioni. La magistratura deve collaborare per arginare la violenza che sta rendendo Milano più pericolosa degli anni 70 quando imperversava la mala di Francis Turatello".
Intanto il pm di Milano Elio Ramondini ha contestato a Lamin Saidilly, il 22enne che ieri mattina ha accoltellato, ferendolo gravemente, Gerardo P. il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Lo si evince dalla richiesta di convalida dell'arresto. In base alla ricostruzione finora operata, si ipotizza che l'uomo abbia pianificato di uscire in strada per "cagionare la morte" della prima persona che potesse essere facile bersaglio. Tant'è che era travisato e aveva un coltello "con lama bifilare della lunghezza complessiva di 21 centimetri". Mentre i futili motivi solo legati a ciò che ha detto: "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio", le sue parole alle forze dell'ordine che lo hanno arrestato.