Gli estremisti di destra che ogni anno ricordano Sergio Ramelli non rappresentano alcun "pericolo di ricostituzione del disciolto partito fascista" e le loro azioni non sono "sovversive dell'assetto democratico". Diciotto neofascisti di Lealtà e Azione, Casapound, Movimento Nazionale - la Rete dei Patrioti sono stati archiviati dal Tribunale di Milano dalle accuse di manifestazione fascista prevista dalla legge Scelba e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa per aver risposto alla chiamata del 'presente' e aver fatto saluti romani al corteo che si è tenuto, come ogni anno, il 29 aprile 2023 a Milano alla memoria del militante del Fronte della Gioventù ucciso da un commando di Avanguardia Operaia nel 1975.
La gip Rossana Mongiardo ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Alessandro Gobbis, il sostituto che coordina le indagini anche sugli episodi identici del 2024, 2025 e 2026, e controfirmata dal Procuratore di Milano, Marcello Viola. Secondo il pm mancano i presupposti, tracciati dalle sezioni unite della Corte di Cassazione con la sentenza del 18 gennaio 2024 sui temi della "chiamata del presente" e "saluto romano" durante le riunioni pubbliche, per processare e condannare i 18 militanti di estrema destra indagati. "Né prima, né successivamente" alla commemorazione di Ramelli, si legge nella richiesta accolta dal gip, "sono state registrate azioni qualificabili come sovversive dell'assetto democratico" e "mai si sono potuti fondatamente individuare elementi tali da far ritenere che l'impianto democratico della Repubblica Italiana potesse essere messo concretamente in pericolo in relazione alla possibile ricostituzione del partito fascista".
Archiviata anche l'accusa di istigazione a delinquere perché, secondo la Procura, il "saluto romano" in quel contesto non è un "gesto che esprime un'ideologia di intolleranza o discriminazione" ma ha l'intento di "ricordare la memoria di un ragazzo che, al netto del contenuto, espresse il proprio pensiero politico in un momento difficile e altamente conflittuale per la storia della Repubblica Italiana". Nel provvedimento il pm sottolinea come nei processi per le commemorazioni di Sergio Ramelli si alternino condanne in primo grado, spesso ribaltate con assoluzioni in appello. Ancora a luglio la Corte d'Appello di Milano ha confermato le assoluzioni perché il fatto non sussiste di 23 militanti di estrema destra imputati per manifestazione fascista per gli episodi del 29 aprile 2019.