Nessuna pietà, nemmeno nel giorno in cui si ricorda la morte dei 1200 cittadini israeliani uccisi dai tagliagole di Hamas il 7 ottobre 2023. Questo il messaggio che evidentemente volevano lanciare i pro-Pal milanesi che ieri mattina hanno appeso a poca distanza da piazza Rimembranze di Lambrate l’ennesimo messaggio di sfida alla Comunità Ebraica meneghina. «7 ottobre con la rivoluzione palestinese» si leggeva «fino alla vittoria contro il sionismo e le guerre imperialiste, Palestina libera».
Un affronto rivolto a tutti coloro che proprio ieri sera alle 18.30 si sono raccolti nella sinagoga di via Guastalla per commemorare tutte le donne, gli anziani e i bambini massacrati dai palestinesi tre anni fa. Fortunatamente però la presenza dello striscione a Lambrate è stata segnalata ai carabinieri che, una volta giunti sul posto, hanno prontamente provveduto a rimuovere l’odioso messaggio. Da segnalare comunque che la totale indifferenza dei pro-Pal nei confronti dell’anniversario di quello che è stato un vero è proprio pogrom non si è limitato all’inopportuno messaggio pro-Pal.
Tanto che ieri a piazza del Duomo il consueto capannello di filo-palestinesi sventolava come al solito le proprie bandiere quando invece, almeno per un giorno, avrebbe potuto per decenza farne a meno. Stesso discorso per l’Associazione Palestinesi d’Italia che sui social, invece di spendere qualche parole per i civili israeliani che hanno perso la vita per mano dei terroristi di Hamas, hanno invitato a scendere in tutte le piazze d’Italia il 10 ottobre al grido di «tre anni di genocidio, tre anni di distruzione, tre anni di complicità». Una manifestazione destinata a svolgersi in concomitanza con quella del centro sociale “Cantiere” intitolata «la fine del genocidio è la fine del sionismo» e prevista per le ore 16 in piazza della Repubblica.
Intanto alla commemorazione tenutasi nella sinagoga di via Guastalla ieri pomeriggio alle 18.30 i grandi assenti erano - anche se ufficialmente invitati - il Sindaco Giuseppe Sala e la vice sindaco Anna Scavuzzo. Presente invece la senatrice Liliana Segre è numerosi politici italiani tra i quali il senatore Maurizio Gasparri che ha dichiarato come «la difesa degli ebrei nel mondo e dello stato d'Israele sua un dovere delle democrazie».
Duro anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che ha parlato di «antisemitismo strisciante contro il quale bisogna alzare la voce e combattere con tutte le forze». Polemico invece il presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi. «Rompere il gemellaggio con Tel Aviv? Majorino è sempre contro gli ebrei» ha spiegato il presidente «non mi stupisco, tutti quelli che lo conoscono non si stupiscono». Un attacco durissimo a cui il Capogruppo Pd in Lombardia risponde tombale senza lasciare spazio alle interpretazioni: «Si cerchi un avvocato».
Intanto i presenti sono tornati sulle scritte in Lambrate. «Lo sciacallaggio nei confronti della memoria di chi perse la vita il 7 ottobre del 2023 è un atto di vera e propria barbarie» dichiara la vice Presidente della Comunità Ebraica Milanese Dalia Gubbay «spero che almeno di fronte a un tale atto di inciviltà chi ancora esita nel condannare apertamente i pro-Pal si decida a prendere una posizione chiara e netta». Indignato anche il Direttore del Museo della Brigata Ebraica Davide Romano. «Voglio esprimere la mia più ferma condanna per le scritte comparse a Milano che inneggiano al massacro del 7 ottobre» spiega il direttore «esaltare un atto di terrorismo è un atto aberrante così come chi trasforma lo stupro, la tortura e l’assassinio di civili in un simbolo da celebrare non sta facendo politica, sta legittimando la barbarie».
Dura risposta anche da parte della politica. «Da 3 anni a questa la Comunità ebraica milanese subisce minacce e aggressioni» spiega l’ex vice sindaco Riccardo De Corato «perché il Sindaco Giuseppe Sala, pur dicendo di essere vicino alla Comunità Ebraica, non ha mai preso posizione contro le manifestazioni d’odio dei pro-Pal alle quali ormai settimanalmente assistiamo nelle piazze della città?». «Le ricorrenze durano un giorno, la memoria deve durare di più» spiega a sua volta Mariangela Padalino, NM «inaccettabile che compaiano certe scritte nel giorno i cui si ricordano le vittime dell’attacco di Hamas e il dolore delle loro famiglie».