CATEGORIE

Gilet gialli, Vittorio Feltri disintegra Emmanuel Macron: "Personaggetto da terza fila"

di Davide Locano domenica 9 dicembre 2018

2' di lettura

Noi ci lamentiamo del nostro premier Conte e abbiamo qualche ragione per farlo. Così come ci lamentiamo spesso del governo che, tramite i pentastellati, vorrebbe trascinarci nella decrescita felice, cioè l' anticamera dell' inferno. Ma se ci guardiamo attorno vediamo che, tutto sommato, non stiamo tanto male. Se diamo una occhiata a quello che sta accadendo in Francia non possiamo che consolarci. Piazze in rivolta, gente furibonda che protesta, gilet gialli che montano un casino sfrenato. Perché accade questo finimondo? Il Paese transalpino soffre giacché è il più tassato d' Europa (il nostro al confronto è un Eldorado) inoltre è guidato da un personaggetto di terza fila, quel Macron che deve la notorietà al fatto di aver sposato una gentile signora della terza età. Non ne combina una giusta. È incapace di capire i problemi del suo popolo e, nonostante ciò, si dà un sacco di arie. Si crede uno statista quando invece non potrebbe neppure essere un impiegato statale. I sondaggi dimostrano che egli non è gradito dai connazionali: soltanto il 18 per cento dei quali lo tollera. L'82 per cento non lo regge più e minaccia un golpe per toglierselo dai piedi. Leggi anche: Vittorio Feltri: il "premio Stalin" a mio figlio A Parigi non si vive, stravolta come è dalla rabbia dei cittadini alle prese col fisco soffocante. La situazione francese è quindi assai più preoccupante della nostra. Rendiamocene conto e smettiamola di piagnucolare sulle iniziative di Di Maio tese a impoverire le casse pubbliche della patria. Nulla autorizza a compiere salti di gioia solamente poiché i nostri cugini sono in difficoltà, tuttavia, dato che siamo nella Ue non sottovalutiamo le grane che opprimono coloro i quali non perdono occasione per deplorarci per via del debito e delle manovre romane destinate alla bocciatura di Bruxelles. Bisogna infine essere onesti e non trascurare quanto succede nell'intero continente. La Germania zoppica e la Merkel è asfittica, sul punto di mollare la leadership del partito e di rendere debole il proprio esecutivo. L'Austria e l' Ungheria tendono al cosiddetto sovranismo. Non c'è pace tra i socialisti internazionali, che si stanno estinguendo. La sinistra in genere, non solo quella di casa nostra, non è in grado di contrastare le destre in crescita. Siamo di fronte a un cataclisma politico di larga portata, e i malesseri italiani sono quasi irrilevanti. Non siamo Calimero, piccolo e nero, e seguiamo l' andazzo comunitario senza patire più di tanto. Portiamo pazienza. Salvini paragonato a Macron e a molti altri fa la figura di Quintino Sella, un gigante tra i sei o sette nani che pretendono di darci lezione. di Vittorio Feltri

tag
emmanuel macron
giuseppe conte
francia
editoriale
libero
gilet gialli
vittorio feltri

Alle presidenziali Secondo voi la destra francese riuscirà ad arrivare all'Eliseo?

Nervi che saltano Giuseppe Conte, la panzana: "FdI invita al voto clientelare". E scorda le bufale M5s

Alla vigilia del voto Referendum, i tromboni anti-riforma e le comiche finali

Ti potrebbero interessare

Secondo voi la destra francese riuscirà ad arrivare all'Eliseo?

Giuseppe Conte, la panzana: "FdI invita al voto clientelare". E scorda le bufale M5s

Referendum, i tromboni anti-riforma e le comiche finali

Tommaso Lorenzini

Francia, che "vaffa" a Marcon: al voto sbanca Marine Le Pen

Mauro Zanon

Lo specchio cognitivo: come l'intelligenza artificiale ci sta costringendo a riscoprire la mente umana

Per secoli l'umanità ha cercato di comprendere che cosa fosse davvero l'intelligenza osservando se stessa...

"JUST EVOLVE", smettiamo di usare le parole della disabilità per offendere: il ruolo di Fondazione Cariplo

Il lancio di Just Evolve vede, tra gli altri, anche Fondazione Cariplo e il suo programma Destinazione Autonomia impegna...

Kazakhstan: approvata la nuova Costituzione con l'87,15% dei voti a favore

L’87,15 per cento degli elettori del Kazakhstan che hanno preso parte al referendum nazionale di ieri, 15 marzo, h...

Valter Mainetti sulla ricorrenza del rapimento di Aldo Moro: "Una ferita nella storia della Repubblica che ci ricorda il valore della democrazia"

“Il 16 marzo 1978 rappresenta una delle pagine più dolorose e drammatiche della storia della nostra Repubbl...