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Flavio Briatore, colpo di scena: chi ha comprato all'asta il suo super yacht a prezzo stracciato. Nome clamoroso: "A pensar male..."

"A pensar male...". Lo yacht confiscato a Flavio Briatore finisce all'asta e se lo aggiudica Bernie Ecclestone. L'ex patron della Formula 1, per anni protagonista del circus con il manager cuneese e poi anche suo socio d'affari, è il nuovo proprietario del Force Blue, messo all'asta il 31 dicembre scorso dalla Corte d’Appello di Genova tra mille polemiche dei legali di Briatore. Un affarone, per il britannico: il colossale yacht gli è costato "solo" 7 milioni e 490mila euro, con base d'asta fissata a 7 milioni. Il valore stimato del natante sul mercato era stimato al momento del sequestro in circa 20 milioni, quasi tre volte di più dunque. Il sospetto di Dagospia è che "il sacrificio" di Ecclestone sia stato un altro aiutino all'amico.

 

 

 

Nel 2007 Ecclestone e Briatore rilevarono insieme il Queens Park Rangers, storico club inglese di calcio, ripianando 15 milioni di euro di debiti e mantenendone la guida fino al 2010. Un'amicizia che va al di là degli affari, visto che come ricorda il Fatto quotidiano nel 2020 Bernie ha continuato a sponsorizzare Flavio anche come possibile team principal della Ferrari al posto di Mattia Binotto, da tempo sulla graticola: "È incredibilmente competente", sottolineava Mister Circus al quotidiano tedesco Bild a proposito dell'ex direttore gare della Benetton, l'uomo che lanciò Michael Schumacher e Fernando Alonso (guarda caso, due piloti poi approdati a Maranello, anche se con fortune diametralmente opposte).

 

 

Tra istanze e ricorsi urgenti, Briatore aveva cercato in ogni modo di bloccare l'asta offrendo anche di coprire di tasca propria i costi per il rimessaggio dello yacht, ma secondo i giudici il rischio di degrado (e dunque perdita di valore) dell'imbarcazione era troppo alto visto il mancato utilizzo legato al Covid. La protesta di Briatore era legata al fatto che la macchina della giustizia abbia lavorato a velocità "sospetta": sarebbe bastato attendere 15 giorni dopo l'asta per capire se la sentenza di Cassazione avrebbe annullato o meno l'asta stessa del natante, sequestrato durante un'indagine per evasione fiscale da 3,6 milioni di euro sull'Iva all'importazione.