Basta alibi

Guido Crosetto contro Roberto Speranza: "In oltre un anno da ministro non ha trovato un'alternativa"

Nessuna pietà per Roberto Speranza: va criticato, criticato e criticato ancora. Guido Crosetto su Twitter lo sottolinea in modo garbato e civile ma fermissimo. Il fondatore di Fratelli d'Italia non è più in Parlamento ma proprio come Giorgia Meloni non appoggia questo governo, sebbene stimi il premier Mario Draghi. Ma da economista e uomo di buon senso vicino a imprese e artigiani, fin dalla primavera 2020 ha sempre portato in primo piano l'emergenza sociale ed economica, parallela a quella sanitaria. L'impressione, dopo un anno di gestione, è che c'è chi, come il ministro della Salute di LeU, prema per far prevalere solo quella sanitaria. 

 

 

 

Ora, cambiato il manico a Palazzo Chigi, via Giuseppe Conte e dentro Draghi, e cambiata soprattutto la maggioranza con l'ingresso della Lega e di Forza Italia, la posizione di Speranza sembra più in bilico, perlomeno dal punto di vista mediatico. La sua influenza sul premier è ancora forte, ma il binomio con Draghi non appare più così granitico come quello con Conte. E Matteo Salvini sta puntando su questa "fessura" per convincere il presidente del Consiglio ad allargare le maglie e far respirare chi tra zone rosse, riaperture-lampo e nuovi lockdown, non lavora più da mesi e non sa quando potrà farlo di nuovo.

 

 

 

 

"Non pretendete che ci si rapporti con chi è ministro in carica da prima che iniziasse la pandemia, come se fosse arrivato con Draghi - spiega Crosetto su Twitter, sintetico ma chiarissimo -. Chi ha oltre un anno di esperienza e non ha saputo mettere a punto nessuna strategia alternativa ai colori per Regione, può essere criticato". Critica che va estesa a tutto il Pd, con Dario Franceschini capo-delegazione fautore di quella linea dura del chiusurismo, e pure di qualche ministro grillino, come Stefano Patuanelli. Tutti loro, insieme a Conte, hanno messo a punto un sistema di analisi del contagio che in una fase iniziale ha funzionato, ma poi con l'aumentare a livello nazionale dei casi ha iniziato a imbarcare drammaticamente acqua. Mandando al collasso gli ospedali, ma pure bar, ristoranti e negozi.