spese militari

Otto e Mezzo, Stefano Feltri: "Dopo il Quirinale...". Perché Draghi sta franando

Mario Draghi e Giuseppe Conte ai ferri corti. Il primo ha detto chiaro e tondo che "o si rispetta il patto della Nato, o la maggioranza è a rischio". Il secondo invece non intende fare un passo indietro sulle spese militari. Il leader del Movimento 5 Stelle è contrario all'aumento del 2 per cento del Pil. Proprio di questo si discute a Otto e Mezzo con Stefano Feltri ospite di Lilli Gruber nella puntata di martedì 29 marzo. Su La7 il direttore di Domani spiega: "I partiti stanno cominciando a fare campagna elettorale contro il governo". Sull'argomento però Feltri è convinto che "il premier può mettere in un angolo Conte, perché il tema sembra così lontano, ma adesso si inizia a impostare la legge di Bilancio".

 

 

Qualche puntata fa Feltri si era reso protagonista di un botta e risposta con Massimo Cacciari. Sempre invitati a Otto e Mezzo, il giornalista e il filosofo si era scontrati sul Green pass. "Non so chi sia il direttore in studio", aveva esordito Cacciari creando non poco imbarazzo. Ma la replica non si era fatta attendere: "Come no, ho chiesto se voleva scrivere per il mio quotidiano". Da quel momento la discussione è sfuggita di mano: "Non so davvero chi sia. Comunque questo governo non è autorevole per niente, non ha ottenuto un consenso informato. Il direttore in studio ha letto i dati dell'Aifa?".

 

 

Sui casi di decesso dopo il vaccino ai quali aveva fatto riferimento Cacciari, Feltri aveva replicato: "Sì, sono 4 i casi di potenzialmente morti correlati al vaccino". "Non diciamo fesserie, sono 506 e la metà correlabili - aveva poi concluso dicendo la sua l'ex sindaco di Venezia -. Le informazioni non sono chiare. Io mi sono vaccinato con il rischio perché mi sono informato. Non si può obbligare in queste condizioni, si può consigliare e basta".

 

 

Qui l'intervento di Stefano Feltri a Otto e Mezzo dopo lo scontro tra Draghi e Conte