I pacifisti del Fatto

Federico Rampini abbattuto a colpi di kalashnikov: questa roba, in prima pagina

Alle liste di proscrizione del Pd contro i presunti filo-russi, il Fatto quotidiano risponde con le violentissime vignette contro i filo-ucraini. Il giornale diretto da Marco Travaglio, oltre a ospitare periodicamente le riflessioni di esponenti di spicco del filone intellettuale anti-Nato come il generale Mini o il professor Orsini, oggi in prima pagina sbatte uno schizzo, violentissimo, firmato da Mannelli. Ben oltre la satira, va detto.

 

 

 

 

Il nemico del giorno è Federico Rampini, inviato del Corriere della Sera schierato senza se e senza ma, fin da febbraio, a fianco di Volodymyr Zelensky, del governo di Kiev aggradito da Vladimir Putin. Un sostegno alla "eroica resistenza del popolo ucraino", come ha ricordato anche due giorni fa ospite a Tagadà su La7, e una condanna di tutti coloro che vedono nell'Europa, negli Usa e nell'Occidente la causa di tutti i mali. Se qualcuno ha colpa di quanto sta accadendo in Ucraina, ricorda sempre il giornalista, quel qualcuno è Putin, non certo Biden, Stoltenberg o Ursula Von der Leyen.  

Rampini abbattuto a colpi di kalashnikov: guarda la vignetta di Mannelli sul Fatto

Le parole sulla "eroica resistenza del popolo ucraino", però, non sembrano essere state digerite molto bene dalla redazione del Fatto. E Mannelli sintetizza questo clima (d'odio) con la sua matita: nella vignetta si intravede Rampini colpito in faccia dal calcio di un kalashnikov ."Quando l'eroico popolo ucraino si stufò di fare l'eroico popolo ucraino", si legge. Ecco il pacifismo dei "partigiani travaglini".